I PROTAGONISTI DELLA STORIA IN SCENA A TORINO

Michela Cescon – foto Lia Pasqualino

L’offerta teatrale di Torino si arricchisce con due nuove proposte a partire da martedì 29 gennaio 2013. Al Teatro Gobetti debutta Leonilde, storia eccezionale di una donna normale di Sergio Claudio Perroni tratto dall’omonimo testo edito da Bompiani, con l’interpretazione di Michela Cescon e la regia di Roberto Andò. Le scene e i costumi sono di Giovanni Carluccio, le musiche di Marco Betta e le luci di Franco Buzzanca. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Catania, sarà replicato al Gobetti, per la Stagione in Abbonamento del Teatro Stabile di Torino, fino a domenica 3 febbraio.

«Sono cresciuta in fretta, io. Neanche il tempo di essere ragazza, ed ero già donna. Cresciuta in fretta, troppo in fretta. “Come tutte le belle figliole”, diceva mio padre. Ma in realtà la bellezza non c’entrava. C’entrava la fame. La fame fa crescere in fretta. Belli e brutti, figliole e figlioli. Se non li ammazza prima». Ha inizio cosi Leonilde un testo dedicato alla vita e al pensiero di Nilde Iotti, donna la cui vita testimonia buona parte della storia italiana contemporanea.

Eletta parlamentare a ventisei anni, fu membro della “Commissione dei 75” che diede vita alla Costituzione, e prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera. Con la vita di Nilde Iotti si ripercorrono i temi centrali della nostra contemporaneità, dal Fascismo alla Seconda Guerra Mondiale, dalla Resistenza alla nascita della Repubblica, dalla Costituzione alla conquista dei diritti delle donne.

Scritto da Sergio Claudio Perroni e diretto da Roberto Andò, Leonilde vede nei panni della Iotti una bravissima e profonda Michela Cescon. La biografia è restituita dall’autore al rigore essenziale di una nitida partitura vocale, nella cui filigrana trae il ritratto della politica italiana del Novecento. Perroni si è messo in ascolto della voce di Nilde Lotti, inseguendo il pieno e il vuoto di un’esistenza interamente consacrata alla politica, e invitando il pubblico a celebrare una sorta di solenne esequie della politica in Italia attraverso uno dei suoi più alti emblemi.

Umberto Orsini – foto Marcello Norberth

Al Teatro Carignano di Torino andrà invece in scena La resistibile ascesa di Arturo Ui di Bertolt Brecht, musiche originali di Hans-Dieter Hosalla, traduzione Mario Carpitella, regia Claudio Longhi, dramaturg Luca Micheletti. Lo spettacolo è interpretato da Umberto Orsini. Lo spettacolo sarà replicato al Carignano per la Stagione in Abbonamento del Teatro Stabile di Torino fino a domenica 10 febbraio.

«La resistibile ascesa di Arturo Ui, scritta nel 1941 in Finlandia, rappresenta un tentativo di spiegare al mondo capitalistico l’ascesa di Hitler, trasponendola in circostanze a quel mondo familiari. L’uso del verso dà la misura del carattere eroico dei personaggi»: cosi Bertolt Brecht descrive uno dei testi che appartengono al suo lungo periodo di esilio dalla Germania nazista. Il manoscritto di Arturo Ui si conclude alla data del 24 aprile 1941; nel 1953 Brecht riprende a lavorare al copione, che non sarà mai rappresentato né pubblicato mentre l’autore era in vita.

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Quella del protagonista è una parabola teatrale che percorre due strade: la prima, legata all’avvento del nazismo tra la fine degli anni Venti e l’inizio del decennio successivo; la seconda, intesa come volontà di sfatare l’ammirazione e la reverenza che il rispetto per gli assassini e per il crimine in grande stile scatenano nella piccola borghesia. L’ascesa di Ui, tanto resistibile quanto ineluttabile, rimane come fissata sul margine della tragedia, ma in qualche modo fotografa i meccanismi perversi e atemporali della prevaricazione. E così il drammaturgo ambienta la scena non già in Europa, bensì oltreoceano, in una fantastica Chicago, nella quale ripercorre le fasi della costruzione del consenso per Adolf Hitler sulla falsariga di quelle dell’ascesa criminale di Al Capone. La cerchia dei personaggi è circoscritta allo Stato – industriali, junker, piccolo borghesi – ed è facile individuare alle spalle dei personaggi i corrispettivi storici.

Protagonista di questa “farsa storica” amaramente divertente è Umberto Orsini, circondato da una compagnia di giovani talenti, tra cui Luca Micheletti, che per la propria interpretazione ha vinto il premio UBU 2012 come miglior attore non protagonista.

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