Hostiles: recensione. Al cinema c’è Christian Bale
24 marzo 2018
Maria Ianniciello (1307 articles)
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Hostiles: recensione. Al cinema c’è Christian Bale

Hostiles, il film diretto da Scott Cooper, ci dimostra che il cinema western americano è ancora in buona salute e non bisogna per forza aspettare le pellicole cruenti di Quentin Tarantino per rendersene conto, perché anche altri cineasti propongono delle valide alternative senza troppo sangue ma con la medesima sete di vendetta.

In Hostiles c’è però dell’altro; c’è la presa di consapevolezza di un popolo che, dopo aver fatto mea culpa per aver calpestato i diritti degli afroamericani, sta cercando una nuova redenzione chiedendo scusa ai nativi. Il film è uscito nel periodo che precede la Pasqua; non sappiamo se questa scelta sia casuale oppure sia il frutto di un ragionamento ma una cosa è certa: la pellicola ci insegna che solo il perdono guarisce e lo fa attraverso la vicenda del capitano di fanteria, Joseph Blocker (un ottimo Christian Bale), che si ritrova suo malgrado a dover accompagnare il peggior nemico, il capo Indiano Falco Giallo, che ha ucciso molti dei suoi amici eppure egli ha fatto altrettanto senza mai risparmiare nemmeno donne e bambini (questo concetto risuona spesso nel film).

Hostiles recensione

Non ci sono vinti né vincitori in Hostiles, perché tutti perdono. La violenza ci rende troppo vulnerabili e alimenta altri conflitti, rodendo e corrodendo l’animo dei guerriglieri. E` sempre stato così. E poi c’è una storia dentro la storia ed è quella di Rosalie Quaid (Rosamund Pike), che non fa di tutta un’erba un fascio; infatti non si fa manipolare dall’odio e riesce a tendere la mano ai nativi, nonostante abbiano sterminato la sua famiglia. Due vite che s’intrecciano, dunque: quella del capitano e della vedova.

Hostiles recensione

 Hostiles è un film di genere che non lascia spazio all’immaginazione, perché il contesto è ben definito e i personaggi sono molto delineati. La pellicola tuttavia con il suo significato simbolico riesce a colmare molte lacune senza raggiungere però l’acme poetico di Balla coi lupi, anche se i due protagonisti compiono un percorso iniziatico simile che li conduce alla riscoperta di sé e di quel fanciullino che dimora ancora nei loro cuori, a prescindere dalle guerre e dal clima di violenza. Il film viene così pervaso da un senso di pietas e di pace che mette a tacere le coscienze di un popolo che chiede perdono…

Voto
4 out of 5

4

Good
4 out of 5
Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Direttore responsabile e coeditrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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