Fortunata, recensione

Fortunata, recensione Fortunata non è il miglior film di Sergio Castellitto. La macchina da presa dell’attore romano, al suo quarto film come regista, segue i passi frettolosi della piccola Barbara. Il lungometraggio si apre così. Vediamo le gambe di Fortunata che procede veloce per le strade del suo quartiere trascinando la figlioletta, come se fosse un sacco di patate, perché la donna deve soddisfare i bisogni primari della bambina e non ha tempo per le frivolezze.

Fortunata recensione

C’è un lento divenire in questa pellicola che sembra non terminare mai, nemmeno verso il finale. Come se ci fosse qualcosa d’incompiuto ed è tutta qui la differenza tra questo nuovo film di Castellitto e i precedenti. I personaggi sono incastrati nei loro ruoli e ciascuno di loro recita a soggetto, non andando oltre le apparenze. Lo psicologo (Stefano Accorsi) ci tiene a mantenere un certo comportamento per rispettare il codice deontologico e l’ex marito di Fortunata (Edoardo Pesce) incarna appieno la figura dell’uomo che non deve chiedere mai e che pretende rispetto senza darlo. Due figure diverse, eppure così simili. Tra di loro c’è Chicano, ragazzo sensibile che vive con la mamma malata di Alzheimer.

Fortunata, con la sua veracità, fa da collante tra questi uomini e unisce ciò che non può essere unito, inconsapevolmente, senza saperlo. Questa donna – nata dalla penna di Margareth Mazzantini, che ha curato la sceneggiatura del film – è una delle tante poveracce, che affollano le borgate romane, e che tra mille contraddizioni, tentano di dare un futuro dignitoso alla loro prole. Jasmine Trinca si sveste dei panni raffinati della nutrizionista di Nessuno si salva da solo e indossa quelli della ‘sfigata’, con tanti sogni nel cassetto e un passato non proprio roseo. Eppure, nonostante le divergenze, questi due personaggi sono molto simili nelle rispettive fragilità.

Fortunata recensione

Nel complesso il nuovo film di Castellitto, come anticipato, non mi ha convinto appieno perché tutto sembra costruito, filtrato e poi trasferito in un campo d’azione fittizio. La pellicola non emoziona, non coinvolge mai del tutto e ogni immagine, pur essendo ricca di significati, non raggiunge il cuore dello spettatore, così com’era riuscito a fare magistralmente Non ti muovere. Di seguito il trailer di Fortunata.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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