Fabri Fibra chiude il “Guerra e pace tour” a Napoli

Fabri Fibra
Fabri Fibra

Nella società dello spettacolo quale è quella contemporanea, Fabri Fibra chiama a raccolta un pubblico molto eterogeneo per l’ultima tappa del suo “Guerra e Pace tour” Panico Edition presso il Palapartenope di Napoli. Sul palco con lui, il veterano Dj Double S e nessun fronzolo. Indossato il cappellino con il simbolo del Napoli Calcio, Fibra si cala subito nelle sue vesti migliori: 15 anni di canzoni, successi più o meno grandi e tante, troppe cose da dire. «È solo un gioco ma in pochi lo capiscono» Fibra cita sé stesso come un mantra da interiorizzare e fare proprio. «Si direbbe che questa cosa del rap stia andando alla grande, dice il rapper, e, visto che sono in molti a  cercare di sminuire il valore di questa arte, definendola una roba adolescenziale, a voi che siete qui dico di rinunciare ai vostri sogni e anche se vi dicono che quello che fate non va bene, non smettere di credere in voi stessi». Fibra ha una voce potente, forse una tra le più potenti nel mondo del rap, regge ottimamente un ritmo serrato, salta su e giù per il palco scavando a ritroso nel suo repertorio dall’underground ai successi mainstream senza mai scendere a compromessi con le rime facili e i richiami “yo”, “yo” style. Nei testi canta il disagio di un Italia molto più che oltre lo sbando, canta la rabbia e lo fa in modo credibile.

fabri-fibra-bersaglioGuest star della serata Clementino per “Chimica brother” e “ Ci rimani male” tra il delirio generale. «Nel mondo del rap nessuno si merita più posto di altri, c’è spazio per tutti e se il tuo intento è escludere qualcuno per tenere l’attenzione solo su di re allora non fai rap italiano ma rap all’italiana» sentenzia Fibra. “Io non ti invidio”, “Nessuno lo dice”, “A me di te”, il dubstep di “Tutto in un giorno”e “Frank Sinatra”, l’autenticità di  “Bisogna scrivere”, l’emozione di “Bei momenti”, il diktat di “Non credo ai media”, la genialità di “La solitudine dei numeri uno” e poi, ancora, “Dalla A alla Z”, “Guerra e pace”, “Non fare la puttana”, “Come Totti” fino alle celeberrime “Tranne Te”, “Applausi per Fibra”, “Bugiardo” e  “In Italia” sono solo alcuni dei brani con cui  “Mr. Simpatia”  ha divertito il pubblico. “Compro cultura, vado di fretta” e, “nel paese delle mezze verità”, “più il lavoro è figo più la gente ti rispetta”. Beh, il lavoro di Fibra, finora, figo lo stato.

Raffaella Sbrescia

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Autore dell'articolo: Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia
Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

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