Erica Mou: Dove cadono i fulmini, piccola impresa in note

EricaMouDoveCadonoIFulmini (2)La seconda opera cinematografica di Rocco Papaleo “ Una Piccola impresa meridionale” narra di una microrivoluzione che avviene in un contesto problematico. Il messaggio di speranza che il film  intende trasmettere è interamente racchiuso nella colonna sonora: il brano intitolato “Dove cadono i fulmini” della giovane e particolarissima artista Erica Mou. Tra i  tanti spunti di riflessione contenuti in “Una Piccola impresa meridionale” colpisce un elemento sempre presente e in connessione con le vicende di tutti: la musica. Cantata, suonata, pensata, sognata, voluta, desiderata la musica è un punto di riferimento in qualsivoglia momento e la colonna sonora rappresenta proprio la descrizione del ruolo della musica nelle nostre vite, attraverso l’uso della voce e delle parole. Scelta da Papaleo come innesto al film, la canzone viene proposta durante una sequenza di frame molto significativi, in cui ciascun personaggio si mostra per quello che è davvero mentre la freschezza della voce di Erica si diffonde, spargendosi tra occhi, orecchie e cuore.

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Erica Mou e Riccardo Scamarcio in una scena tratta dal video di “Dove cadono i fulmini”

Il fulmine acquisisce, in questo contesto, diverse chiavi di lettura: può essere un’improvvisa illuminazione esistenziale ma anche un problema che può rappresentare l’occasione giusta per proporre una nuova sfida a sé stessi e possibilmente vincerla. Il fango in cui le scarpe si bloccano sono i momenti di stallo e di apparente crisi che ci tengono fermi al palo e non ci fanno andare avanti. Eppure  il richiamo del mare della vita è sempre più forte e sempre più chiaro anche quando esso ci sembra più lontano. Tratto dall’album “Contro le onde”, prodotto da Davide Dileo Boosta, il brano “Dove cadono i fulmini” acquisisce, se possibile, ancor più intensità, nelle scene del video, girato anch’esso da Papaleo, in cui Erica, bendata e di rosso vestita, si aggira in una location incontaminata in cui sarà ancora una volta il mare a portarla verso la meta della felicità.  Il sentimento umano di riverenza all’ideale di una vita in cui si vorrebbe fare e disfare il proprio modo di essere e di stare al mondo deve arrendersi al fatto che “non tutti i passi lasciano impronte” eppure ci servono tutti, uno per uno.

Raffaella Sbrescia

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Autore dell'articolo: Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia
Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

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