Da Elisa a Oriana, Vittoria Puccini: i film, l’Amore, la Vita

Vittoria Puccini con Marco Giallini e Paolo Genovese a Bologna
Vittoria Puccini con Marco Giallini e Paolo Genovese a Bologna

Dopo il successo con Anna Karenina in tv, in questi giorni è tra i protagonisti di “Tutta colpa di Freud”, apprezzata commedia cinematografica e a breve tornerà sul piccolo schermo con una miniserie su Oriana Fallaci. Vittoria Puccini è cresciuta parecchio da quando si fece conoscere come Elisa di Rivombrosa e oggi è senza dubbio una delle attrici di casa nostra più richieste e ammirate.

Partiamo da “Tutta colpa di Freud”. Che commedia è?

Sentimentale. Un film divertente con scene anche esilaranti dove non manca una parte romantica ed emotiva. Tante persone mi hanno detto ‘mi sono emozionato’ e questa è una cosa bella. Credo sia una commedia che ricorda generi oggi meno utilizzati da noi e invece più comuni in America o in Inghilterra. In sostanza è una commedia dove ridi ma dove ti appassioni per le storie dei personaggi.

Lei interpreta Marta, una libraria con una spiccata sensibilità nell’avvicinarsi agli altri, soprattutto a coloro che stanno meno bene.

Questo è un film sulla diversità nell’amore. Ammiro molto il mio personaggio perché non ha pregiudizi e credo sia una cosa giusta nella vita anche se non facile. Spesso siamo condizionati da ciò che ci consigliano gli altri, dalla società in cui viviamo. Il fatto di buttarsi in una storia d’amore con una persona che ha un handicap, trovo sia una cosa coraggiosa e nel contempo importante.

Come si è trovata sul set con il regista Paolo Genovese e con gli altri attori?

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Ci siamo divertiti tantissimo e tornavamo la sera con le lacrime agli occhi per Giallini che ci faceva morire dalle risate perché è veramente così come lo vediamo nei film; non è che fa finta di esserlo. Anche con Anna Foglietta è andata benissimo e poi Paolo Genovese ha una carica davvero positiva ed è capace di creare un clima di complicità ma anche di benessere sul set. Cura i minimi dettagli e fa anche un grande lavoro sui personaggi e quindi come attore sei veramente nelle condizioni migliori per poter lavorare.

Una scena del film "Tutta colpa di Freud"
Una scena del film “Tutta colpa di Freud”

Qual è la sua idea di amore?

L’amore ti deve far star bene, deve migliorare la tua vita, una specie di valore aggiunto. Ti deve far svegliare la mattina con il sorriso sulle labbra.

Il suo rapporto con la moda?

Mi piace seguirla e non nego che quando indossi un bel vestito magari di un famoso stilista con dei tacchi 15 su un tappeto rosso è un qualcosa di affascinante che fa parte del gioco.

E con il cibo?

Adoro mangiare bene. Non mi sono mai piaciute le schifezze nemmeno da bambina per cui mangio sano e mi piace andare nei ristoranti buoni, ricercati. La cucina è una cosa che apprezzo molto e mi piace anche cucinare.

C’è un personaggio che le piacerebbe interpretare?

Tanti ma allo stesso tempo non saprei. Mi divertirebbe moltissimo lavorare in un fantasy, come si fanno in America, o interpretare il personaggio di un fumetto… un personaggio fantastico. Ho una figlia e mi piacerebbe fare un qualcosa che potrebbe vedere anche lei”.

In questo periodo su costa sta lavorando?

Sto ultimando le riprese di una miniserie per Rai Uno su Oriana Fallaci dal titolo ‘L’Oriana’. Mancano ancora tre settimane ed è una bella esperienza.

Come si è preparata per interpretare questo personaggio?

Non posso dire molto visto che siamo ancora in lavorazione. Ho cercato di capirlo e spero di esserci riuscita. Sicuramente non era un personaggio facile e proprio per questo la sfida diventa ancora più interessante.

Da Elisa di Rivombrosa ad Anna Karenina e a breve anche Oriana Fallaci. La sente una certa responsabilità nell’interpretare queste donne di grande personalità?

La sento tutte le volte, però meglio questo che fare sempre lo stesso ruolo. A volte sono presa da una certa paura che però è costruttiva nel senso che non mi frena ed anzi mi fa osare e spingere in territori particolarmente difficili. Ho anche la fortuna di essere sempre diretta da grandi registi e questo aiuta molto anzi fa davvero la differenza.

 

Emilio Buttaro

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Autore dell'articolo: Emilio Buttaro

Emilio Buttaro
Classe 1967 ha iniziato a svolgere attività giornalistica all’età di sedici anni. Nell’85 ha vinto il concorso nazionale “Vota lo speaker” indetto dalla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e l’anno dopo è stato il più giovane cronista accreditato al Festival di Sanremo. Laureato in Scienze Politiche ha presentato diverse manifestazioni come il Premio Internazionale di poesia “Nosside”. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche tutte di portata nazionale tra cui: Il Messaggero, Radio 24-Il Sole 24 Ore, La Stampa (redazione sportiva), Radio TV Capodistria, SBS emittente radiotelevisiva continentale australiana, Agenzia di Stampa Italpress, Cultura & Culture e Costantini Editore.

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