Don Jon, il film di Joseph Gordon-Levitt: la recensione
1 dicembre 2013
Maria Ianniciello (1307 articles)
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Don Jon, il film di Joseph Gordon-Levitt: la recensione

Don JonIl mito di Don Giovanni continua a incuriosire il Cinema. Il primo film, prodotto nell’epoca del muto, si intitolava “Don Juan Tenorio”, fu girato in Messico nel 1898 e fu diretto da Salvator Toscano Barragan. Da allora il personaggio, reso celebre da Mozart, sul grande schermo è stato riproposto e rivisto da svariate angolazioni, con finali diversi. Il 28 novembre è uscita una nuova pellicola che s’ispira proprio al mito di Don Giovanni. “Don Jon” (questo il titolo) è scritto e diretto dall’attore Joseph Gordon-Levitt, alla sua prima esperienza di regista, alla quale è giunto dopo molti film da interprete e anni di montaggio, attività iniziata con Final Cut, il software di video editing, come racconta lo stesso Gordon-Levitt, che in questo film veste i panni del palestrato Jon Martello, un moderno don Giovanni, figlio d’italiani residenti nell’East Coast. Jon è cattolico, ama la sua famiglia, la sua casa e la sua auto, ma dipende dal porno online che, a suo dire, gli dà molto più di quanto riesce a trasmettergli una donna durante un amplesso. Il ragazzo conduce una vita poco impegnativa, tra incontri fugaci, che durano una notte, e serate da sballo con gli amici, ma le cose stanno per cambiare. Una bionda dal fisico statuario, la seducente Barbara Sugarman (Scarlett Johansson) gli fa perdere la testa. La ragazza sogna un amore romantico, di altri tempi, quasi cinematografico.

Ma, quando Barbara scopre la dipendenza di Jon, che non riesce a smettere, lo molla, proprio nel momento in cui nella vita del ragazzo sta entrando un’altra donna, Esther (Julianne Moore) che gli fa assaporare la dolce magia di un atto d’amore, consumato con tranquillità, senza fretta, perché esso non è possesso bensì condivisione.

Una scena del film

Una scena del film

Joseph Gordon-Levitt porta sul grande schermo una fotografia dell’uomo dei nostri tempi, che sotto il machismo nasconde una grande fragilità. Don Jon non è una commedia sul porno, come ha giustamente sottolineato lo stesso regista, precisando che si tratta al contrario «di uno studio dei personaggi», in chiave comica, in un’epoca in cui la tendenza a trasformare l’altro nell’oggetto del nostro desiderio è forte. Un bisogno compulsivo che non ci fa vivere il sesso come una sinfonia d’amore, in cui si riceve e si dà, donandosi all’altra persona.

La pellicola è divertente, anche se, soprattutto nelle prime scene, può sembrare volgare. Rischio scongiurato grazie all’unico finale possibile, non lapalissiano ma illuminante, in un momento in cui il 97 per cento degli uomini e l’80 per cento delle donne guarda porno online, come dimostra un sondaggio dell’Università dell’East Coast, realizzato su un campione di ragazzi tra i sedici e i vent’anni. Un’abitudine che, se non controllata, potrebbe trasformarsi in dipendenza… proprio com’è successo al personaggio del film Don Jon.

Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Direttore responsabile e coeditrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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