“Divergent”, la recensione del film

“Io se solo sapessi cos’è, cosa c’è dietro a quell’ombra… a quella paura che ti fa cambiare faccia”, canta Elisa in “Un filo di seta negli abissi”.

Ma che cos’è la paura? Perché ci paralizza? E come trasformarla in qualcosa di utile che potrebbe farci volare e toccare il cielo con un dito? Veronica Roth – autrice di “Divergent”, il primo romanzo dell’acclamata trilogia, che comprende anche “Insurgent” e “Allegiant” – ha raccontato la paura nella sua opera, partendo da alcuni appunti, nei quali ha preso nota – racconta la scrittrice – di una determinata categoria di persone che vogliono eliminare la paura, cancellandola definitivamente dall’essere umano. Eppure, «la paura non è reale, è un prodotto della nostra immaginazione; è una scelta», sostiene il capitano Cypher Raige (Will Smith) in “After Earth”.

E lo sa bene Beatrice, la protagonista di “Divergent”, dal quale è stato tratto il film omonimo, diretto da Neil Burger. Beatrice – che nella pellicola è interpretata da Shailene Woodley – vive in una Chicago futuristica, dove le persone sono suddivise in cinque fazioni: gli Eruditi, gli Intrepidi, i Pacifici, gli Abneganti e gli Esclusi. DIVERGENTDiventati adulti, i membri di questa surreale comunità, creata per evitare i conflitti, sono chiamati a scegliere tra le prime quattro fazioni, a prescindere dalle proprie origini familiari. Perché la fazione viene prima del sangue.

Ognuno di loro, dopo un test, nel corso di una cerimonia, decide del proprio futuro e Beatrice, che si farà chiamare Tris, lascia gli Abneganti per gli Intrepidi, che sono i difensori della città e non devono aver paura di nulla. Ma Tris non è un’Intrepida, lei è una diversa: è una divergente. E` un’anticonformista, per intenderci. Lei sa trasformare la paura e ha in sé le qualità di tutti e quattro i gruppi, ma i divergenti sono pericolosi per lo status quo e quindi la società se ne sbarazza. Sempre. Perché tutto ciò che è diverso va eliminato! Annientato. Almeno questo il pensiero di Jeanine Matthews (Kate Winslet), leader degli Eruditi che farà di tutto per cambiare lo stato delle cose e rovesciare gli Abneganti che sono al potere.

Il film, basato sulla prima opera della trilogia, riporta sul grande schermo il filone post-apocalittico e un’umanità trasformata e annichilita dalla guerra. L’essere umano vive ancora sulla Terra, a differenza di altre pellicole, come il già citato “After Earth”, ma ancora una volta non c’è uguaglianza tra le persone, che vogliono distinguersi l’una dall’altra finendo però per omologarsi e raggrupparsi in fazioni in base a una specifica personalità. Gli Esclusi somigliano un po’ agli emarginati e ai poveri di “Elysium”, dove i privilegiati vivono in una sorta di paradiso terrestre creato su un altro pianeta. Ma la filosofia di Divergent (nel libro come nel film) ricorda molto quella di “Hunger Games”. Riuscirà Tris a cambiare lo stato delle cose? L’Amore, si dice, vince su tutto. E allora ecco che anche in questo nuovo film fantascientifico l’eroina s’innamora di Quattro (Theo James), un ragazzo bello, affascinante e galante, e per i due innamorati la regola degli opposti che si attraggano non vale più…

Maria Ianniciello

Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti

Commenti

commenti

Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

Lascia un commento

 COPIA NEGLI APPUNTI