“Logico”: la recensione del nuovo album di Cesare Cremonini

cesarecremonini-logicoCesare e il suo mondo. Fatto di riflessioni, consapevolezza, ironia e colori. Cesare e la musica. Con la ricerca quasi maniacale di suoni e di testi poetici e visionari. Il nuovo album di Cremonini è una sequenza di racconti che non ti aspetti, pagine di vita scritte con energia e poesia, a fotografare, brano dopo brano, un frammento dell’anima del cantautore emiliano. “Logico” è il manifesto dei suoi 34 anni, delle esperienze e delle delusioni, dei sentimenti e delle disillusioni. Cesare si è messo a nudo forse per la prima volta in 15 anni di carriera, ha scannerizzato la sua parte più nascosta e fragile, ha oltrepassato i confini e abbattuto i tabù. Per questo “Logico” è un album diverso dai precedenti e impossibile da definire. Undici tracce, di cui dieci cantate, sono capitoli di uno stesso romanzo, un po’ folle e imprevedibile. Il sipario si apre con “Intro Blu”, pezzo strumentale che come un antipasto delizia il palato di chi si appresta ad ascoltare l’album. Una sorta di Virgilio pronto ad accompagnare il viaggiatore attraverso mari e tempeste, sogno e realtà, nello straordinario mondo di Cremonini. Ed ecco il primo vero regalo di questa fantastica storia: “Logico#1”. Un brano straripante di note e di parole, dal ritmo incalzante, in cui rock e pop si alternano e giocano con elettronica e dance, senza regole, senza tregua. Una riflessione di un uomo che si apre alla ricerca di un complice in questa vita disordinata e sempre più complessa. Non un’anima gemella con la quale superare la solitudine, ma un essere simile con il quale specchiarsi nel bene e nel male.

Con “Grey Goose” Cesare scopre un sound nuovo e si fa burla dell’amore, o meglio, del concetto di “canzone d’amore”. E’ la “50 special” dell’età adulta, capace di strappare un sorriso con le sue bugie e le false promesse. “Io e Anna” è la terza traccia di “Logico”. Una storia d’amore che porta di fronte a un bivio. Sarà l’inizio o la fine? Un percorso di coppia iniziato troppo presto e che ora non trova scorciatoie, né vie di fuga, tra un presente condiviso e un futuro diviso.

cesare_cremonini2Realtà e fiction si intrecciano in “John Wayne”, canzone che Cremonini dedica al mondo del cinema. Il testo è stato scritto durante le riprese del film “Il cuore grande delle ragazze”, di cui Cesare è il protagonista maschile. Da quell’esperienza accanto alla figura di un regista importante come Pupi Avati, l’artista bolognese ha avuto la possibilità di osservare da vicino lo strano rapporto che lega attori e registi, e i meccanismi e gli stereotipi presenti sul set come nella quotidianità. Splendido il fraseggio di chitarra che fa sognare gli amanti del rock’n’roll.

“Fare e disfare” è una richiesta cantata di spazio e di tempo, di solitudine, di silenzio e di pace. E’ la colonna sonora di una fuga da tutto e da tutti. Il riff di cori va ad arricchire il solo di tromba finale, completando un pezzo suggestivo e sognante.

Un tuffo nel passato, per riflettere sul presente, senza rimpianti, senza malinconia. E’ questo il senso di “Vent’anni per sempre”, brano prezioso che funge da rampa di lancio verso il futuro, senza voltarsi troppo indietro. Una pagina di diario di Cesare, sulla quale scrivere di ricordi e di emozioni sempre più lontane, di risate e ingenuità, di leggerezza e spensieratezza tipiche dell’adolescenza, viste oggi con lo sguardo dei trent’anni.

Amara riflessione quella contenuta in “Se c’era una volta l’amore (ho dovuto ammazzarlo)”, canzone che parla della separazione dei genitori. Protagonista del testo è un figlio senza famiglia, con il quale lo stesso Cesare sente di avere molto in comune, dal disagio alla sofferenza per una situazione delicata e non voluta. Un brano probabilmente terapeutico, attraverso il quale Cremonini si libera e toglie un macigno che da tempo pesava sullo stomaco. Sempre ai genitori, questa volta al padre, è dedicata “Quando sarò milionario”. La conoscenza, la curiosità, la voglia di imparare e di scoprire cose nuove sono i doni più importanti che Giovanni Cremonini ha lasciato al figlio. Una figura straordinaria, un vero punto di riferimento per Cesare.

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“Logico” si chiude con due brani molto diversi l’uno dall’altro. “Cuore di cane” è forse l’unica canzone d’amore pura dell’intero disco. La canta l’amante di una donna sposata, costretto a giocare il ruolo di ribelle e affettuoso. Il rapporto si consuma tra due persone perfette e sbagliate allo stesso tempo, bisognose di cure ma maledettamente solitarie. La musica che accompagna le parole del testo è molto delicata, quasi sussurrata, complici il pianoforte e gli archi così dolcemente malinconici. Il sipario cala sull’album con “Cos’hai nella testa?”, ennesima confessione di Cesare. Il cantautore parla nuovamente di se stesso, della logica che lascia spazio al bisogno di disordine. Si pone domande a cui non sempre riesce a dare risposta. Ma è la vita. E’ il motore della creatività che porta all’esperienza. E’ improvvisazione che regola talvolta anche le scelte più difficili. Arriva per tutti il giorno in cui ci si deve buttare per scoprire quanto si vale. E Cremonini il salto lo ha fatto, regalandoci un pezzo della sua anima, consegnandoci la sua verità, le sue scoperte e le sue paure. Seguendo la sua Logica.

Silvia Marchetti

 

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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