Cesare Cremonini: Logico? Lo specchio dei miei 34 anni

Cesare1L’attesa è finita. Esce domani “Logico”, il nuovo album di Cesare Cremonini. A due anni di distanza da “La Teoria dei Colori”, il sesto lavoro in studio del cantautore bolognese sembra essere, a tutti gli effetti, il “disco giusto al momento giusto”. Un progetto folle e spiazzante, creativo e moderno. Undici brani che, come capitoli di un romanzo, narrano storie diverse e imprevedibili. Canzoni pop 2.0 capaci di indagare l’inesplorato e che aprono la porta su un mondo nuovo, quello di Cesare, con le sue mille domande, la sensibilità e la consapevolezza dei suoi 34 anni di vita vissuti spesso a rincorrere risposte che, forse, non arriveranno mai. Un fiume di musica e parole che scorre tra pop, dance, rock, funk elettronica, jazz e che l’artista ci racconta così.

Cesare, qual è la logica di “Logico”?

Il disco celebra il primato della logica. Un musicista quando compone deve trovare sempre un equilibrio tra due parti: la logica razionale della lettura di uno spartito, cioè mettere in pratica uno studio, e la logica del sentimento che prova in quel momento e che cerca di regalare attraverso la propria opera. Il nuovo album è allergico ai miei precedenti lavori. E’ un invito a venire a casa mia, è la scoperta di qualcosa di nuovo. E’ Logos, ricerca.

Cesare3Un album però difficile da definire, soprattutto a livello musicale.

E’ il frutto di ciò che ascolto, della musica e degli artisti che amo. Un mix di influenze e sonorità diverse, dal cantautorato degli anni Sessanta e Settanta alla dance e all’elettronica più moderne. Logico racchiude tutto ciò che mi entra nel sangue e che mi regala imput. Non ho la pretesa né l’esigenza di sfornare 5 o 7 singoli. “Logico #1” è la canzone ammiraglia che introduce ma l’album deve essere ascoltato più volte per essere capito. Ha un suo tempo di lettura. Di sicuro non va ascoltato in auto mentre si pensa ad altro.

E’ il disco della maturità di Cremonini?

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“Logico” è lo specchio dei miei 34 anni, l’album della crescita, nel quale mi sono messo a nudo, ho abbattuto i miei tabù. Dieci anni fa avrei detto: “Ma che sto facendo?”. Ora è tutto diverso. Se ne La Teoria dei Colori cercavo definizioni precise ai miei sentimenti, adesso lascio aperte molte porte all’indagine, alla scoperta. Una ricerca che tutti noi dovremmo fare ad un certo punto della nostra vita. Alla mia età. Mi capita sempre più spesso di vedere amici che si sposano, che hanno figli, che divorziano.

Ed è normale quindi porsi domande, come nel brano “Cos’hai nella testa?

Il disco raccoglie più domande che risposte. Porsi domande serve ad attraversare gioie e dolori. Non ho la presunzione di fornire risposte. Sono 15 anni che faccio questo mestiere e ho sempre scritto le canzoni ad occhi chiusi, in modo adolescenziale. Fino ad oggi. Con “Logico” ho cominciato ad aprire gli occhi. Ora sono socchiusi. E sento finalmente la roccia dura dei portici di Bologna, sento il pavimento sul quale sto camminando.

Il brano “John Wayne” parla del mondo del cinema. Tornerai a fare l’attore?

John Wayne racconta lo stereotipo comune di un mondo che cerca di presenziare, di apparire più che di essere. Ovviamente ho voluto generalizzare. Per quanto riguarda la mia esperienza di attore, sicuramente tornerò sul set ma solo per fare un film davvero interessante. Mi arrivano diverse proposte cinematografiche ma non voglio accettare se il progetto non è valido e se si cerca soltanto il nome famoso. Tengo a precisare che io sono un cantante e non un vero attore. Lo faccio solo per divertimento. Non è un’urgenza. Mi piace però puntare al massimo.

“Cuore di cane”?

E’ l’unica vera canzone d’amore del disco. Un brano autolesionista. Unire vite diverse è l’impresa più ardua che ho trovato in questa vita. Vorrei essere meno randagio ma so che ciò che mi permette di scrivere canzoni è proprio la mia natura selvaggia. Sono un solitario ma non sono solo.

cesare-cremoniniIn “Vent’anni per sempre” parli della spensieratezza ma anche dell’incoscienza dei giovani.

E’ un pezzo ironico, che si lega al dubbio: sarò scelto o sceglierai? Spesso, a quell’età, vieni scelto dalle mode, dalle marche, dall’iPhone, dai genitori. Vedo tanti giovani e provo invidia per la loro spensieratezza ma la loro ingenuità a volte mi confonde. In realtà non ho ancora capito quale sia stato il mio momento migliore. I vent’anni, i trenta o se ancora il bello debba arrivare. E’ meraviglioso, però, guardare oggi il mondo lontano dalla confusione degli anni dell’adolescenza.

Come sono stati i tuoi vent’anni?

Ho conosciuto il mondo adulto molto presto. A 18 anni mi è stato chiesto di essere più grande e di avere professionalità. Oggi sono un ragazzo che ha bisogno di imparare. E’ la cosa più importante e che amo fare. In questo, per fortuna, ho ricevuto tanto aiuto, da mia madre, da mio padre, al quale ho dedicato il brano “Quando sarò milionario”, agli amici e alle persone che lavorano al mio fianco ogni giorno.

Il Logico Tour partirà ad ottobre e toccherà molti palazzetti italiani, da Nord a Sud.

Sarà un tour impegnativo. Una figata! Sono stato lontano da tante regioni in passato e ora sono contento di tornare ad esempio in Sicilia e in Puglia. Sarà la tournée di più alto livello e più importante della mia carriera. Avrà le stesse dimensioni di quella che feci con i Lunapop, 14 anni fa. Sold out ad ogni tappa. La carriera solista mi ha fatto capire che senza credibilità non puoi fare nulla. Ci ho messo 15 anni per tornare dov’ero. Ma ci sono riuscito perché ho avuto una carriera libera.

cesarecremonini-logicoCosa dobbiamo aspettarci dai tuoi prossimi live?

Sarà il risultato di questa lunga esperienza, del mio percorso artistico e umano. Proporrò gli album, belli e meno belli, del mio repertorio e quest’ultimo lavoro. Logico ha un intro particolare, che apre proprio il sipario e fa partire il disco. Penso di utilizzarlo anche in tour. Ragionerò sulla scaletta tra qualche giorno, appena potrò tornare a casa, nella mia Bologna. Chi mi conosce sa che è il palco è la mia dimensione naturale, il posto in cui mi sento a mio agio e nel quale riesco sempre a dare tutto me stesso, anche il 470 per cento! Non aspettatevi, quindi, un serie di concerti karaoke.

Se il palco è il tuo habitat naturale, la stessa cosa non può essere detta della televisione, nella quale non ti vediamo mai.

Non ho nulla contro la tivù, anzi, ne guardo tantissima. Non potrei addormentarmi senza la televisione! (ride, ndr). Partecipo solo se ho possibilità di espressione. Non sono uno da 5 minuti, ho bisogno di più tempo per parlare e per spiegare ciò che sono e ciò che faccio. Altrimenti rischio di implodere! Ai tempi dei Lunapop ero sempre ospite di trasmissioni, quindi so di cosa si tratta e come funziona. Non voglio copioni già scritti. Il mondo non è un programma televisivo e la mia musica ha una propria identità.

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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