Borg McEnroe: trama e recensione

Il talento è un tesoro che va affinato, non si inventa, o c’è o non c’è, e si coltiva giorno dopo giorno. Almeno questo ci insegna il film Borg McEnroe, con uno stile cadenzato, cauto, poco movimentato in contrasto con altre pellicole dello stesso genere come per esempio Rush. E, infatti, con quest’ultimo nonostante le divergenze stilistiche, che sono numerose e ben evidenti, il film, Borg McEnroe, ha molto in comune, se non altro la straordinaria capacità di documentare non solo l’antagonismo sportivo tra due celebri atleti ma anche e forse soprattutto le debolezze di entrambi, sulle quali la pellicola di Janus Metz insiste spudoratamente portandoci dietro le quinte, nel primo e per gran parte del secondo tempo, di uno dei match più accattivanti della Storia di questo sport: la partita tra Björn Borg e John McEnroe. La macchina da presa, con una serie di convincenti flashback, ci fa conoscere i due sportivi da bambini e da adolescenti.

Borg McEnroe

Lo svedese Björn Borg, interpretato nel film da Sverrir Gudnason, deve fare i conti sin da piccolo con una rabbia irrefrenabile che solo il suo allenatore (nel film è John Stellan Skarsgård) riuscirà a far defluire in ogni singolo colpo, un punto per volta. L’americano John McEnroe (Shia LaBeouf), da piccolo molto più calmo e riflessivo, diventa un ribelle da adulto esternando tutta la sua ira sul campo. L’uno è un po’ specchio e contraddizione dell’altro. E, mentre McEnroe muove i primi e convincenti passi sul suolo di Wimbledon, Björn Borg è già quattro volte campione. I due si affrontarono in un testa a testa, che lasciò con il fiato in sospeso gli spettatori e gli addetti ai lavori e che ancora oggi viene ricordato come il match più avvincente della storia del Tennis.

Il film, Borg McEnroe, sebbene abbia il merito di aver riacceso i riflettori sui due talentuosi tennisti con uno stile impeccabile ed un crescendo di emozioni, ha anche il limite di essersi soffermato solo sul torneo di Wimbledon, certamente una delle più importanti competizioni ma non l’unica per i due tennisti, trascurando quindi altre sfaccettature della carriera di Borg e McEnroe. Un film, tuttavia, non può raccontare tutto, per ovvie ragioni di tempi; quindi consiglio al lettore/spettatore di approfondire per conoscere le sfaccettature di due carriere ricche di fascino.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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