Borg McEnroe: trama e recensione
14 novembre 2017
Maria Ianniciello (1230 articles)
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Borg McEnroe: trama e recensione

Il talento è un tesoro che va affinato, non si inventa, o c’è o non c’è, e si coltiva giorno dopo giorno. Almeno questo ci insegna il film Borg McEnroe, con uno stile cadenzato, cauto, poco movimentato in contrasto con altre pellicole dello stesso genere come per esempio Rush. E, infatti, con quest’ultimo nonostante le divergenze stilistiche, che sono numerose e ben evidenti, il film, Borg McEnroe, ha molto in comune, se non altro la straordinaria capacità di documentare non solo l’antagonismo sportivo tra due celebri atleti ma anche e forse soprattutto le debolezze di entrambi, sulle quali la pellicola di Janus Metz insiste spudoratamente portandoci dietro le quinte, nel primo e per gran parte del secondo tempo, di uno dei match più accattivanti della Storia di questo sport: la partita tra Björn Borg e John McEnroe. La macchina da presa, con una serie di convincenti flashback, ci fa conoscere i due sportivi da bambini e da adolescenti.

Borg McEnroe

Lo svedese Björn Borg, interpretato nel film da Sverrir Gudnason, deve fare i conti sin da piccolo con una rabbia irrefrenabile che solo il suo allenatore (nel film è John Stellan Skarsgård) riuscirà a far defluire in ogni singolo colpo, un punto per volta. L’americano John McEnroe (Shia LaBeouf), da piccolo molto più calmo e riflessivo, diventa un ribelle da adulto esternando tutta la sua ira sul campo. L’uno è un po’ specchio e contraddizione dell’altro. E, mentre McEnroe muove i primi e convincenti passi sul suolo di Wimbledon, Björn Borg è già quattro volte campione. I due si affrontarono in un testa a testa, che lasciò con il fiato in sospeso gli spettatori e gli addetti ai lavori e che ancora oggi viene ricordato come il match più avvincente della storia del Tennis.

Il film, Borg McEnroe, sebbene abbia il merito di aver riacceso i riflettori sui due talentuosi tennisti con uno stile impeccabile ed un crescendo di emozioni, ha anche il limite di essersi soffermato solo sul torneo di Wimbledon, certamente una delle più importanti competizioni ma non l’unica per i due tennisti, trascurando quindi altre sfaccettature della carriera di Borg e McEnroe. Un film, tuttavia, non può raccontare tutto, per ovvie ragioni di tempi; quindi consiglio al lettore/spettatore di approfondire per conoscere le sfaccettature di due carriere ricche di fascino.

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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Direttore responsabile e coeditrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Presenta spettacoli vari (sfilate e concerti) e modera convegni. Su Cultura & Culture, oltre a occuparsi di libri, attualità e arte, è responsabile della sezione Cinema.

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