Ben is Back: trama e recensione del film con Julia Roberts

In certi periodi alcune problematiche vengono poste sotto la luce dei riflettori per coinvolgere e informare l’opinione pubblica. E` successo con l’AIDS agli inizi degli anni Novanta come documentano film quali Dallas Buyers Club o il recente biopic sui Queen. Questi temi finiscono nel dimenticatoio e qualcuno se ne ricorda casualmente, decidendo così di riaprire la questione con un libro o un film. Ed è quello che è successo con Ben is Back, dove il regista Peter Hedges ritorna ad occuparsi del rapporto genitori e figli aprendo un’ampia parentesi sulla spinosa tematica della tossicodipendenza.

La sua macchina da presa si intrufola nella vita di una famiglia allargata e multietnica affidando il ruolo di madre coraggio ad un’attrice del calibro di Julia Roberts che nel recente Wonder aveva vestito già i panni di una mamma modello che per aiutare il figlio, nato con una grave malformazione facciale, aveva rinunciato alle sue aspirazioni.

Ma la madre coraggio di Ben is Back mi riporta alla mente un altro personaggio interpretato da Julia Roberts ed è Erin Brockovich, una donna forte come la verità che spesso non abbiamo il coraggio di dire per paura, per insicurezza, per desiderio di omologarci. Peter Hedges, invece, di coraggio ne ha e si avventura nel dramma della tossicodipendenza di Ben (il cui ruolo è affidato a Lucas, il figlio del regista) sbattendoci in faccia, sin dalla prima sequenza, ciò che l’opinione pubblica sembra aver dimenticato. Il film tiene il ritmo e ci intenerisce pure anche grazie alla fedeltà del cane di Ben. Gli animali, infatti, riescono a salvare vite come abbiamo avuto modo di vedere nella commedia A spasso con Bob.

Ben is Back trama recensione film Julia Roberts

Ben is Back non ha la spinta incisiva e propulsiva di un capolavoro ma, se l’intuito non mi tradisce, la straordinaria performance potrebbe far ottenere a Julia Roberts un’altra nomination agli Oscar. Il tema è importante ed è stato trattato bene perché ci ricorda che esiste un’America di provincia dimenticata (lo aveva già fatto in modo magistrale lo scorso anno Martin McDonagh in Tre manifesti a Ebbing, Missouri). Un Paese dove i figli muoiono per strada a causa di un’overdose… dove l’eroina si spaccia nei pressi di un fiume nella notte di Natale che per Holly (questo il nome della protagonista) si trasforma in una lotta contro il tempo per salvare il figlio che, rientrato a casa da una comunità di recupero senza preavviso, sconvolge la vita della sua famiglia perché le tentazioni per lui sono ancora molto forti. Dopotutto sono passati solo pochi mesi dall’ultima crisi…

Insomma Ben is Back è un film che ti fa riflettere, è una pellicola che nonostante alcune sbavature – che ci fanno dubitare a tratti della veridicità del racconto – è comunque verosimile. E` un lungometraggio che i giovani dovrebbero vedere perché questa forma di dipendenza, più delle altre, non ti lascia scampo. Il film ci fa capire inoltre che esiste un passato dietro a questa storia e anche un possibile trauma, oltre che un senso di colpa che pesa sulla coscienza della madre. Purtroppo Ben is Back ci rende spettatori forse troppo passivi senza emozionarci mai abbastanza. (recensione di Maria Ianniciello, seguila su Instagram)

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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