28 gennaio 2013
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ASCANIO CELESTINI PER SCENA SOLIDALE

Ascanio Celestini – Foto: M. Iacovelli – F. Zayed

Importante iniziativa di solidarietà in Emilia Romagna dove la cultura si mette al servizio della comunità per favorire il processo di rinascita in seguito al terremoto che ha colpito la regione ormai quasi un anno fa. Emilia Romagna Teatro Fondazione e Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna hanno lanciato un’iniziativa che coinvolge numerosi teatri della regione, tra cui Fondazione Teatro Due. L’intento è creare in questa stagione teatrale un vasto cartellone di spettacoli il cui ricavato potesse essere interamente devoluto al progetto Scena Solidale, per contribuire alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma del maggio scorso.

Una nuova stagione – teatri e artisti, la cultura per le zone terremotate si configura dunque come un lungo calendario di appuntamenti, che si snoda da Rimini a Piacenza, grazie anche alla partecipazione gratuita di alcuni grandi artisti della scena italiana: da Fabrizio Gifuni a Giuseppe Battiston, da Anna Bonaiuto a Gabriele Lavia, per citarne solo alcuni, fino ad Ascanio Celestini, che sarà a Parma, a Teatro Due il prossimo martedì 29 gennaio 2013 alle ore 21.00 con il suo monologo Racconti. Autore – attore molto amato dal pubblico italiano, Ascanio Celestini è un narratore instancabile e diretto del nostro paese, del suo passato e del suo presente, un lettore attento e acuto delle vicende più piccole, quelle che fanno la vera Storia, in teatro, come in televisione e al cinema. Per Scena Solidale Celestini sale sul palco con dei Racconti speciali, la maggior parte dei quali passati per la trasmissione Parla con me di Serena Dandini, altri tratti dalla tradizione popolare. Filo comune e forte tratto del flusso di parole è l’improvvisazione: senza un copione o una scaletta, in questo spettacolo tutto si costruisce grazie a una memoria vasta, che abbraccia tante epoche, tanti scenari e affascina per la precisione.

«Tra l’ascolto e il racconto ci sta la scrittura che spesso scivola un po’ da una parte e dall’altra – dice Celestini. Certe storie diventano libri e spettacoli pieni di personaggi, dove la storia del passato ha spesso un ruolo importante. Altre restano minime e hanno un corpo che le fa assomigliare alla canzonetta. C’è un solo personaggio, al massimo un paio. C’è un meccanismo semplice che si ripete come un ritornello in mezzo alle strofe».

Metafore, similitudini, allegorie che dipingono un paese «governato dal partito dei corrotti e dal partito dei mafiosi. Una volta in quel paese scoppia un’epidemia e vengono interpellati i presidenti della congregazione dei cittadini contro le minoranze razziali, sessuali e ideologiche. In quel piccolo paese il re si mette la corona per nascondere la testa pelata, la multinazionale del chiodo si allea con la multinazionale della fede e a scuola si danno lezioni di fila indiana…»

Parla dell’Emilia Ascanio Celestini e lo fa in modo poetico e onirico senza perdere mail il filo del suo lucido discorso, senza perdere mai il suo contatto con la realtà, una realtà paradossale, colpita da eventi che scuotono le vite dei cittadini, terremoti geologici, morali, sociali.

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