A PORDENONE ANCHE LA NUORA DI RAYMOND QUENEAU

Anne-Isabelle Queneau

«Raymond Queneau amava la musica, e adorava il cinema. Lo ricordo nel 1965 a una affollatissima proiezione di Help, quando il film dei Beatles uscì agli Champs Elysee al cinema Triomphe. A quella proiezione incontrammo anche André Breton, cognato di Raymond. Non si amavano molto, ma i Beatles erano riusciti nel miracolo di riunirli …». A parlare è Anne-Isabelle Queneau (nella foto), la nuora del grande autore di “Esercizi di stile”, da oltre quindici anni affezionata spettatrice delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Moglie di Jean-Marie Charles Queneau – il figlio di Raymond, pittore affermato in Francia – la signora Queneau è nota nel suo Paese non solo come grande esperta di cinema, ma anche per aver dato alle stampe, curandone personalmente l’editing, i Diari inediti di Raymond Queneau, duemila pagine inedite compilate giorno per giorno, nell’arco di sessant’anni, dalla prima guerra mondiale fino alle tristi settimane dopo la morte della moglie, nel 1972. «I Diari sono usciti nel 2022 per Gallimare, nella collana “Bibliothèque de la Pléïade” che raccoglie la sua opera – spiega Anne-Isabelle Queneau – In Olanda è uscita una versione ridotta, e in Italia non mi risulta che nessuna casa editrice si sia mai interessata alla pubblicazione. Strano, so che Raymond Queneau è molto amato nel vostro Paese. Per anni li ho letti e riletti, curando la scansione di tutte quelle pagine: nel complesso hanno confermato i tratti portanti della personalità di mio suocero. Delicato, discreto e gentilissimo. Con una passione indomabile per il surrealismo, e un approccio psicanalitico alla realtà …». Molto timido Raymond Queneau divenne soprattutto a seguito della malattia: «Prima di quel momento ricordo una persona più socievole ed estrosa, talvolta addirittura scandaloso – racconta ancora la nuora Anne-Isabelle – Poi gli fu addirittura proibita la lettura dei gialli, che avrebbero potuto compromettere la sua serenità. Fra noi c’è sempre stato un rapporto misurato, una salda simpatia reciproca ammantata di rispetto, e discrezione. Raymond ha sempre frequentato il mondo del cinema: un amore pienamente ricambiato. Sua moglie, mia suocera, insisteva perché scrivesse per il cinema e il teatro: diceva che era senz’altro più redditizio che pubblicare libri … Raymond ha anche recitato in piccoli camei, e naturalmente haispirato moltissimi film, con le sue opere. Ma a lui era piaciuto solo “Zazie dans le metro”, di Louis Malle». Anne-Isabelle Queneau iniziò ad interessarsi di cinema giovanissima, a Rio de Janeiro dove si era trasferta con la famiglia da Parigi, ancora bambina. «Avevo conosciuto e frequentato il direttore della Cineteca del Museo d’arte Moderna di Rio, proprio negli anni in cui il cinema francese stava diventando grande. Fu lui a raccomandarmi ala Cineteca di Parigi, dove approdai giovanissima per il mio primo incarico. E lì, il primo giorno di lavoro, incontrai mio marito Jean-Marie Charles, mentre scendeva le scale per venirmi incontro e spiegarmi quel che avrei fatto. Pensai, meno male: avevo appena finito di leggere “Esercizi di stile” …».

 

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