A MILANO RITORNA SLAVA, IL CLOWN PIU` FAMOSO AL MONDO
13 ottobre 2012
Redazione (4056 articles)
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A MILANO RITORNA SLAVA, IL CLOWN PIU` FAMOSO AL MONDO

A grande richiesta torna al Piccolo Teatro Strehler, dal 16 ottobre al 4 novembre 2012, la poesia di SLAVA’S SNOWSHOW.

«La neve è per me un’immagine bellissima, come un abito da sposa, come un foglio bianco quando un pittore comincia a disegnare», così parla del suo spettacolo Slava Polunin, massimo esponente della clownerie contemporanea. Applaudito in più di 80 città nel mondo, visto in 10 anni da oltre quattro milioni di spettatori, SLAVA’S SNOWSHOW è emozione e pura poesia, incantesimo che avvolge grandi e piccini, da 8 a 100 anni, alternando gag e momenti comici ad attimi di struggente malinconia e dolcezza. È una performance in continuo divenire in cui sogno e realtà coinvolgono costantemente lo spettatore. Mimo e clown, Slava, con la sua tuta gialla, le pantofole rosse e la sciarpa al collo, guida una compagnia di artisti che provengono da tutto il mondo. Nato in una piccola città russa, Slava ha trascorso tutta l’infanzia in mezzo alle foreste, ai campi e ai fiumi. Poi la folgorazione quando, grazie alla televisione e al cinema, si è innamorato dei grandi clown e dei mimi celebri nel mondo comprendendo che quella sarebbe stata la sua strada. «Il mio teatro – spiega Slava – è come un corteo nuziale. È un teatro rituale, magico e festoso costruito sulla base delle immagini e dei movimenti, sui giochi e sulle fantasie, che sono le creazioni comuni al pubblico e alla gente di teatro. È un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe. È un teatro ricco di speranze e sogni, di desideri e di nostalgie, di mancanze e disillusioni. È un teatro in continuo mutamento che si nutre dell’improvvisazione spontanea nel rispetto scrupoloso della tradizione. È un teatro che crea un’unione epica intimistica tra tragedia e commedia, assurdità e spontaneità, crudeltà e tenerezza. È un teatro che sfugge a qualsiasi definizione, all’interpretazione unica delle sue azioni e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà».

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