SIENA: OLTRE IL MONTE DEI PASCHI C’E` DI PIU`
4 marzo 2013
Maria Ianniciello (1307 articles)
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SIENA: OLTRE IL MONTE DEI PASCHI C’E` DI PIU`

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©Stevannz – Fotolia.com – Il Duomo

In questo periodo abbiamo più volte sentito parlare di Siena per gli scandali che hanno riguardato la sua banca: Monti dei Paschi di Siena. Questa città però ha un’altra storia ben più affascinante della precedente che noi vogliamo raccontare, facendovi conoscere le ricchezze artistiche e naturali di un territorio tutto da scoprire e da esplorare. Già nella sua nascita aleggia il mistero, sebbene i ritrovamenti archeologici etruschi mostrino il contrario. Tuttavia il sogno spesso è più bello della realtà e quindi i senesi hanno accettato per buono il resoconto di un’antica leggenda, secondo la quale Siena è stata fondata da Senio, figlio di Reno, fuggito da Roma a cavallo insieme al fratello Aschio. Tra le mani avevano il simulacro della lupa. I due furono inseguiti per tutto il Lazio e la Toscana Meridionale, ma non si diedero per vinti e, dopo un mitologico palio della lunga, fondarono la città che ottenne la cittadinanza romana in epoca preaugustea e nei secoli fu sede vescovile, gastaldo longobardo, contea carolingia e libero comune. Siena però deve la sua fama ai Buonsignori, ai Salimbeni, ai Tolomei e ai Piccolomini. Tra il 1200 e il 1300 la città visse la grande storia europea da protagonista: la nobiltà mercantile senese riuscì infatti a dettare legge alle Fiere di Champagne; i banchieri aprirono succursali a Parigi e Londra, praticarono il mutuo, il cambio, il trasferimento di enormi somme di liquidi, finanziando la curia pontificia e importanti corti come quelle dei D’Aragona e dei d’Angiò. Lo studio senese entrò nel panorama culturale europeo con le facoltà di Giurisprudenza, di Medicina, di Filosofia. Siena capeggiò anche la Lega Ghibellina e ben presto assunse l’aspetto di capitale del Gotico con importanti progetti architettonici, molti dei quali furono realizzati. Fu parte attiva in quel periodo storico ricordato come Umanesimo, in cui si preparò il terreno per il Rinascimento. Questo lungo periodo glorioso terminò quando Siena perse la sua indipendenza nel 1559 ad opera della famiglia dei Medici e di Carlo V, ma non dimenticò mai il suo passato, perché continuò a far rivivere il periodo d’oro nel Palio e nel Monte dei Paschi, fondato nel 1472.

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©lapass77 – Fotolia.com – Fonte Gaja

I luoghi da visitare – Come ogni città del passato, Siena ha ottenuto la sua gloria anche grazie all’acqua: le grandi fontane, come Fonte Gaja (nella foto in alto), e le fontanine che si trovano nelle varie contrade ne sono una prova. Ma la città è conosciuta anche per il tufo, per la pietra resina e il travertino che si possono vedere negli ornamenti e nelle bellezze architettoniche della città. Tra queste, molte sono nascoste, come i Bottini, un singolare acquedotto costruito nel 1300. Tra i monumenti da visitare sicuramente non possono mancare il museo civico del Palazzo Pubblico – dove sono conservati capolavori dell’arte senese, tra cui il ciclo del buono e cattivo governo di Ambrogio Lorenzetti, Gli uomini famosi di Taddeo di Bartolo e la Maestà di Simone Martini – e la chiesa duecentesca di Sant’Agostino. Durante il nostro viaggio non possono certo passare inosservati il Duomo, il complesso museale di Santa Maria della Scala, Piazza del Campo e la Torre del Mangia di Palazzo Pubblico.

Mihai-Bogdan Lazar -Fotolia.com

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Il Palio – Il Palio di Siena è una festa millenaria che affonda le sue radici nel Medioevo ed è organizzato in onore della Madonna dell’Assunta, molto venerata a Siena. Il Palio si svolge in Piazza del Campo il 2 luglio e il 16 agosto di ogni anno quando i fantini, di regola non senesi, montano i cavalli assegnati in sorte a dieci delle diciassette contrade che hanno storie, tradizioni e abitudini diverse. I senesi infatti prima di far parte della città fanno parte della contrada e tutta la loro vita ruota intorno a essa nel Medioevo come in epoca contemporanea. I cavalli devono percorrere tre giri della piazza; il primo cavallo che arriva alla meta, anche senza fantino, vince la gara, assegnando così il premio alla Contrada rappresentata.

Le altre manifestazioni – Oltre al Palio, Siena offre l’imbarazzo della scelta sia d’estate sia d’inverno con concerti, eventi e spettacoli all’aperto, come il Film Festival in terra di Siena o La città aromatica o Siena Jazz.

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© maurosessanta – Fotolia.com – I pici in fase di preparazione

L’enogastronomia – A Siena si mangia bene qualsiasi cosa, in quanto la cucina toscana è alquanto gustosa. Tuttavia tra i prodotti tipici ritroviamo l’olio, gli insaccati, i formaggi, il pesto senese, i pici, cioè i cosiddetti spaghetti dei poveri, fatti con acqua, farina e senza uova, conditi con la salsa falsa o con l’aglione, la carne chianina, i dolci di origine medioevale come il panforte, le copate e i cavallucci. Per quanto riguarda i vini, figurano la Vernaccia di San Gimignano, il Chianti, il Chianti Classico, il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino. Solo per citarne alcuni.

Per avere maggiori informazioni sulla città dal sito terre di Siena potete scaricare il depliant: http://www.terresiena.it/cataloghi/Siena/

Maria Ianniciello

 



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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Direttore responsabile e coeditrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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