Quanto è esotico il caos

Rispetto a una descrizione più formale di ciò che accade in Sudamerica sotto il profilo socio/economico, vale la pena descrivere i luoghi nella loro bellezza e interezza. Il Brasile è famoso per i paesaggi naturali da cartolina come le spiagge, i fiumi e le cascate, le foreste di cui la Amazzonia ne è orgoglio nazionale. Quando si pensa di fare un viaggio attraversando l’oceano alla scoperta di un paradiso tropicale, il Brasile è una delle mete più ambite dai turisti europei che, oltre al desiderio di conoscere spiagge bianche con palme di cocchi giganti, dune di sabbia e acque marine cristalline, sono attratti da una parola che si può adottare unita a molti elementi che è “esotico”. Un luogo, un piatto, un vestito o addirittura un tipo do persona; tutte cose che possono essere definite esotiche, se viste con gli occhi di un viaggiatore estraneo ai paesi della fascia tropicale. Naturalmente l’accezione che si attribuisce a quest’aggettivo è positiva, ma spesso le aspettative sono maggiori dei risultati reali per cui è bene tenere presente che il Brasile (così come tutti gli altri Paesi “esotici”) non è il paradiso tropicale che molti immaginano perché è fatto di tanti altri elementi che spesso, invece di  allontanare lo stress accumulato dal lavoro in ufficio durante un freddo inverno europeo, può avere l’effetto contrario aumentando le negatività psico/fisiche dovute per esempio al cattivo funzionamento dei servizi di trasporto o al cibo che è completamente diverso dal nostro e può risultare sgradevole, al troppo caldo o alla continua sensazione di essere osservati e seguiti per strada in un Paese imprevedibile dove sicuramente bisogna tenere gli occhi aperti. Rispetto a quest’ultimo aspetto, quello della pericolosità, ci sarebbero parecchi elementi da approfondire anche riguardo alla percezione del pericolo che non solo gli stranieri, ma soprattutto gli stessi brasiliani hanno e di cui avrò modo di raccontare più avanti. Ciò che invece è importante risaltare in questa visione del viaggiatore che va in cerca di qualcosa di esotico, è il fatto che i luoghi, come tutte le città brasiliane, sono caratterizzati da persone in movimento che svolgono le proprie attività lavorative e, con i tempi odierni in cui lo sviluppo in questo Paese non si ferma e i prezzi aumentano di settimana in settimana, c’è gente che vede l’oceano tutti i giorni dalla propria finestra di casa ma che riesce ad avere la voglia e il tempo di andare in spiaggia solo 3 o 4 volte all’anno. Questo può far capire quanto le città brasiliane in realtà siano caratterizzate dal caos urbano e non da quella tranquillità tropicale che spesso naviga nei sogni di chi compra un biglietto aereo intercontinentale. I luoghi più tranquilli esistono, ma data la distante localizzazione dalle città, c’è bisogno di dislocarsi e viaggiare (principalmente in autobus) diverse ore per raggiungerli. C’è da dire che ne vale la pena, perché ci sono posti davvero incredibili e, se si percorre il Brasile da nord a sud o viceversa, si ha la possibilità di conoscere posti completamente diversi tra di loro sotto il profilo della vegetazione, dei colori della sabbia o della terra che cambiano in relazione al clima e alle temperature di zona in zona. Restando nell’ambito dalla città in cui attualmente vivo, Salvador de Bahia, si può fare un esempio per avere un’ idea comune da applicare alle altre città costiere.  Con 3 milioni di abitanti, è difficile immaginare Salvador una città tranquilla, anche se caratterizzata da bellissime spiagge raggiungibili direttamente dalla propria abitazione a piedi o in autobus di città. A circa 2 ore di autobus, nella cosiddetta linea verde, si incontrano piccoli comuni e località di mare che non hanno niente a che vedere col caos cittadino ma al contrario, bellissimi paesaggi naturali e silenziosi. A 45 minuti di barca c’è un’isola urbanizzata chiamata Itaparica molto usata dai cittadini di Salvador per le spiagge soprattutto nei giorni festivi; a oltre 3 ore di autobus verso sud, ci sono altre località balneari tra cui alcune quasi incontaminate ma molto difficili da raggiungere, per l’assenza di strade asfaltate e di mezzi di trasporto pubblico. Quindi le gradi città sulla costa sono circondate da bellissimi luoghi naturali e incontaminati ma soggetti ad un trasporto più lungo e difficoltoso e magari anche ad un pernottamento, mentre all’interno della città si può godere di spiagge con un carattere più urbano, spesso molto caotiche ma più facilmente raggiungibili.

Matteo Nigro

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Autore dell'articolo: Matteo Nigro

Matteo Nigro
Architetto, illustratore e pittore, vive attualmente in Brasile dove sviluppa progetti di tipo sociale e ambientale legati alle problematiche locali nell’area nord-est del Brasile. Si occupa di rappresentazioni di arte applicata multisettoriale, accompagnando i processi di trasformazione del territorio e del paesaggio e fa parte di un’istituzione filantropica nell’ambito sociale.

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