Ecco perché si festeggia Ferragosto

Perché si festeggia Ferragosto? Qualche sera fa riflettevo con un’amica sulla possibilità di scrivere un articolo sull’argomento; in particolare mi sono chiesta che taglio dare al pezzo, dato che abbiamo già scritto tanto sul significato e sulla storia di questa ricorrenza e, capirete, che le ripetizioni annoiano soprattutto chi scrive oltre che chi legge. Penso che il giornalista o lo scrittore dovrebbe sempre trovare stimoli nuovi e approcci diversi pure per uno stesso argomento.

Divagazioni a parte c’è un’immagine che mi arriva da lontano ed è quella di una bambina che a Ferragosto puntualmente usciva con i genitori e il fratellino dopo un barbecue e una scorpacciata di anguria. E… poi ci sono volti che si sovrappongono ad altri volti, alcuni famosi dato che negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta avevamo l’abitudine (sì, quella bimba sono io) alquanto consolidata in famiglia di andare a Ferragosto nel paese natio di mia madre (Flumeri, ndr), dove ogni anno si svolgeva e tuttora si svolge la grande tirata del Giglio, un obelisco di paglia innalzato in onore di San Rocco. A chiusura della festa si esibivano in paese cantanti e musicisti. Ricordo ancora con nostalgia il concerto di Toto Cutugno, personaggio cult di quegli anni.

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© Vanessa – Fotolia.com

Gli obelischi in Irpinia sono usuali nel periodo di agosto e quasi tutti vengono creati in onore della Madonna o di San Rocco. L’origine di questa usanza risale all’epoca pagana quando si rendeva omaggio a Cerere e al dio Pale proprio con creazioni di paglia. Cerere era la dea dei raccolti, della fertilità, dell’abbondanza. Pale era una divinità rustica protettrice dei pastori e degli allevatori di bestiame. Da un lato c’era dunque la terra, dall’altro la pastorizia che nel periodo antico erano in simbiosi (oggi la lotta tra carnivori e vegetariani è sempre più accesa, come si legge nel libro Il cibo come cultura).

Ringraziare il dio degli allevamenti significava, dunque, assicurarsi che gli animali godessero di buona salute attraverso i doni della terra che Cerere gentilmente concedeva. Io preferisco di gran lunga la versione greca della dea, ovvero Demetra, la Madre per antonomasia su cui si fonda anche l’archetipo della maternità. La sua storia è ricca di simboli e ci dice molto dell’alternarsi della vita e della morte, intesa come evoluzione e rigenerazione perpetua dei processi naturali.

E allora perché si festeggia Ferragosto? Qual è il senso profondo di questa ricorrenza nel nuovo millennio? Sicuramente festeggiare è importante però se non lo facciamo con gli occhi di quella bambina di cui ho scritto prima – che piena di stupore e meraviglia ogni anno guardava l’obelisco di paglia con uno sguardo nuovo – le nostre ferie di agosto saranno sempre le stesse, intrise di noia che cercheremo di eliminare o colmare divertendoci e facendo le ore piccole per riempire quel vuoto che sentiamo nel corso dell’anno.

Non per tutti è così, sia inteso. Eppure in una società in cui si trascorrono in genere i momenti salienti della vita con un cellulare in mano, girando video o scattando fotografie a raffica per poi postarle sui social, le nostre vacanze potrebbero diventare l’ennesima occasione persa. Anziché stimolare la curiosità, stando nel presente, ci facciamo dominare dalla frenesia di fare più cose possibili per poi poterle raccontare.

Cosa fare dunque? Per comprendere perché si festeggia Ferragosto vi racconto la storia di una madre benestante, la quale in un giorno indefinito scopre che sua figlia Nora vive per strada chiedendo l’elemosina ed ha perso completamente l’uso della parola. Nora era una ragazza normale che frequentava l’università e che di punto in bianco cambia vita. La madre, una scrittrice famosa, fa di tutto per ricondurla alla normalità. Questa vicenda è al centro del film Unless –  A meno che, uscito nel 2016. Il freddo glaciale canadese rievoca il mito di Demetra e Persefone. L’una antitesi e sintesi dell’altra. Una madre disperata per una figlia persa che è stata rapita da Ade e condotta negli inferi, cioè nel buio senza fine.

Ma è proprio nell’oscurità che Nora, come Persefone, trova la motivazione per trasformasi in una nuova sé stessa. L’essere umano è specchio della Natura e, quindi, segue l’alternarsi delle stagioni in un meccanismo di luci ed ombre che dopotutto ci rigenerano. Assecondando questo moto perpetuo possiamo davvero godere dell’esperienza della scoperta anche a Ferragosto, in attesa dell’autunno e dell’inverno quando la fanciulla Persefone ritornerà negli inferi dal suo Ade per poi riemergere di nuovo a primavera… Il senso del Ferragosto è questo: divertirsi in compagnia oppure in solitudine per ringraziare la Vita dei doni che ci ha fatto e per rendere omaggio all’energia ancestrale che abita tutte le cose.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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