MEMORIE DEL SÃO JOÃO

Luisa Gonzaga

Da pochi giorni è finita una delle maggiori feste del Brasile, il São João, che corrisponde al nostro San Giovanni. Nel nord-est brasiliano i festeggiamenti iniziano i primi giorni di Giugno e vanno fino alla fine del mese, mantenendo le scuole chiuse in molte città dell’entroterra nordestino. Assieme al carnevale, il São João è la festa più commemorata in Brasile, piena di tradizioni e costumi, molti di più del carnevale. La musica è protagonista e soprattutto il “Forrò nordestino”, un genere musicale che si divide in diversi gruppi e racchiude varie identità culturali espresse soprattutto attraverso la musica come il “Pè de serra” e il “Forrò elettronico”.

Il São João brasiliano gira tutto intorno al Forrò ed è un’occasione annuale per raggiungere le città minori dell’entroterra alla ricerca di feste popolari, ma molti cittadini della metropoli la prendono come un’occasione per andare a trovare parenti e amici delle loro città di origine. Esistono vari modi di festeggiare quest’evento annuale, dipende soprattutto dalla capacità che hanno le città di organizzarsi, di invitare musicisti e cantanti, oltre che dalla disponibilità economica di ogni città e di ogni individuo. Tra le danze più caratteristiche e prestigiose ci sono le “quadrilhas”, delle bellissime coreografie in gruppo ispirate ai balli classici europei come il walzer, ma reinterpretati con ritmi più dinamici e con abiti coloratissimi e pomposi. Queste danze popolari sono una delle maggiori attrazioni del São João a tal punto da diventare oggetto di competizione tra le varie scuole di danza, con eventi pubblici e premi ai migliori ballerini che generalmente hanno tra i 15 e i 20 anni, un po’come succede durante il carnevale per le scuole di samba.

Nel mese di giugno tutte le città del nord e nordest brasiliano sono decorate da bandierine colorate che addobbano le strade, i centri commerciali, le scuole, gli ospedali e spesso anche le case della gente, facendo respirare un’aria di festa sia di giorno che di notte come le nostre luci natalizie a Dicembre.

Inoltre quest’anno si festeggia il centenario della morte del più grande artista di Forrò brasiliano di tutti i tempi: Luis Gonzaga, per cui ogni evento musicale è caratterizzato da omaggi alle sue canzoni che descrivono così bene la realtà sociale e la condizione climatica di estrema siccità delle regioni semiaride del Brasile, che purtroppo ancora oggi si ritrova in molte aree dell’entroterra con il problema della scarsità di acqua e di piogge, provocando morte e danni all’agricoltura e all’allevamento.

Come in ogni buona tradizione e festa popolare ci sono i piatti tipici brasiliani tra i quali vale la pena citare il Mungunzà, una pietanza fatta dal mais e latte. In questo periodo dell’anno, in occasione della festa, c’è il più alto consumo di mais di tutto l’anno, essendo il principale ingrediente di tutti i piatti tipici del São João, arrivando anche a consumare 50 spighe di mais per famiglia in un paio di giorni, cucinato in tutte le salse o tostato ai carboni.

La notte tra il 23 e il 24 Giugno, nelle città dell’entroterra è di obbligo accendere un falò di fronte alla propria casa e festeggiare per strada con musica e fuochi, tra cui bombette e miccette varie che esplodono in ogni angolo non solo la notte principale della festa, ma durante tutto il mese di Giugno.

Matteo Nigro

Autore dell'articolo: Matteo Nigro

Matteo Nigro
Architetto, illustratore e pittore, vive attualmente in Brasile dove sviluppa progetti di tipo sociale e ambientale legati alle problematiche locali nell’area nord-est del Brasile. Si occupa di rappresentazioni di arte applicata multisettoriale, accompagnando i processi di trasformazione del territorio e del paesaggio e fa parte di un’istituzione filantropica nell’ambito sociale.

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