TISSAGES SCULPTES, LA BULGARIA IN MOSTRA A ROMA

Una giornata di arte e diplomazia alla Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali a Roma dove, il 22 ottobre 2012, è stata inaugurata la mostra Tissages Sculptes delle artiste bulgare Tania Kalimerova e Marussia Kalimerova. Presenti alla cerimonia personalità del mondo politico, imprenditoriale, accademico, artistico e della stampa nazionale ed internazionale. Maria Concetta Petrollo Pagliarani, Direttrice della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, e il Responsabile Eventi Ida Barberio hanno accolto la diplomazia bulgara e i suoi illustri rappresentanti: Ermelina Peytcheva, Incaricato d’Affari e Console di Bulgaria in Italia, Antoaneta Dimitrova, Incaricato dei Rapporti con l’Europa, e il Direttore dell’Istituto di Cultura Bulgara a Roma, Borislava Ciakrinova. Durante la cerimonia di inaugurazione, Antonio Giammarco, Presidente Iniziative Musicali Internazionali ha illustrato brevemente l’attività delle sorelle Kalimerovi in Italia dal 1980. Gianni Lattanzio, dell’associazione Dialoghi, ha sottolineato l’importanza della cultura nel processo di unificazione europea.

Quella delle sorelle Kalimerova è una delle poche proposte dedicate all’affascinante arte della fibra. Contiene opere straordinarie per la loro idea, dimensione, colori ed eleganza. Una testimonianza di grande amore, passione, sensibilità e fantasia, oltre che la grande abilità delle mani, le opere spaziano dal disegno, bozzetto, opere materiche, tratti d’autore, arazzo, scultura alle installazioni.

La mostra raccoglie le opere di due artiste contemporanee bulgare di prestigio internazionale. Due sorelle di cui una rappresenta l’antica arte bulgara, applicando una tecnica personale con la quale contribuisce all’avanzamento dell’arte tessile mondiale fino ad arrivare alle forme tridimensionali; l’altra, i forti legami con il suo paese, la Bulgaria, e l’arte universale italiana attraverso la sua vita in Italia dal 1980. Le opere raccontano il fascino dell’arte tessile dagli anni ottanta ad oggi, tracciando il sottile filo dell’evoluzione di questa arte che ha accompagnato l’essere umano ancora dalla sua creazione. Saranno esposte in prima assoluta alcune opere materiche che sono frutto dell’ultima ricerca delle artiste.

La mostra si propone come un piacere da vedere e istintivamente da toccare come nel corso dei secoli, dai tessuti dell’Egitto e gli arazzi delle antiche arazzerie di Arras, Beauvais, Tournai e Gobelins. Un filo che come quello di Arianna unisce il passato con il presente. Le artiste sanno di affrontare un movimento culturale dalle ampie dimensioni e fanno salvo il loro esistere perché segnalano al Mondo un’espressione artistica del loro tempo, lasciando al DNA della materia le loro storie e le loro evoluzioni nel tempo. Le artiste hanno lavorato e ampliato i loro orizzonti alla Scuola di Marin Varbanov prima in Bulgaria e poi in Australia, Cina, America, Belgio, Francia, Svizzera e Austria.

Lo spirito dell’iniziativa è quello di affrontare e diffondere i valori di quest’espressione artistica. Gli esperimenti fatti finora hanno dato risultati tanto soddisfacenti al punto da stimolare le artiste a continuare questa loro ricerca, alla fine della quale hanno trovato concordi, nella validità del progetto, molti accademici, studiosi, professori, allievi e cosa ancora più importante la gente comune affascinata da un’arte “senza limiti”. E proprio la sensibilità della gente comune fa ben sperare nel futuro di quest’arte che ingiustamente è poco diffusa. La mostra rimarrà a Roma fino al 21 novembre, poi si sposterà in Italia e in altri Paesi.

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Autore dell'articolo: Redazione

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