Il Tesoro di San Gennaro in mostra a Roma

Michele Dato, Collana di San Gennaro, 1679-1879, oro, argento, gemme, costruzione di gioielleria
Michele Dato, Collana di San Gennaro, 1679-1879, oro, argento, gemme, costruzione di gioielleria

 

Il Culto di San Gennaro ha sempre affascinato re e nobili che hanno donato al Santo, nel corso dei secoli, preziosi ornamenti. Lo stesso Napoleone Bonaparte, che in Italia fece razzìe, sottraendo in particolare dipinti e sculture, non volle toccare nulla del patrimonio di San Gennaro, anzi spronò il fratello, Giuseppe Bonaparte, nel 1806 a regalare al Santo una croce di diamanti e smeraldi che oggi compone il collare di San Gennaro, come del resto fece Gioacchino Murat, marito di Carolina Bonaparte, che donò nel 1808 un ostensorio in oro, argento con pietre preziose.

Matteo Treglia, Mitra, 1713, argento dorato, diamanti, rubini, smeraldi e granati
Matteo Treglia, Mitra, 1713, argento dorato, diamanti, rubini, smeraldi e granati

Conscio dell’inestimabile valore culturale e storico del Culto di San Gennaro, il Museo Fondazione Roma allestisce una mostra dal titolo “Il tesoro di Napoli. Capolavori del Museo di San Gennaro, a cura di Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro, e Ciro Paolillo, esperto gemmologo e docente di Storia, economia e produzione della gioielleria presso l’Università La Sapienza di Roma, con la collaborazione di Franco Recanatesi. Per la prima volta l’immenso patrimonio del Santo Patrono di Napoli esce dalla città partenopea per fare tappa a Roma, presso Palazzo Sciarra, dal 30 ottobre 2013 al 16 febbraio 2014. Un evento eccezionale ideato per far conoscere non solo la storia di Napoli, fatta di superstizioni e di fede autentica, ma anche gli artisti che hanno contribuito ad arricchire il Tesoro del Santo, il quale, secondo l’equipe di gemmologi guidati da Paolillo, ha un valore storico superiore ai patrimoni della Corona d’Inghilterra e dello zar di Russia, con una peculiarità in più: si è mantenuto immacolato nei secoli. Il tesoro del Santo è il frutto, come accennato, di donazioni di nobili e regnanti ma anche dei popolani.

Manifattura Napoletana, Croce episcopale - 1878, argento dorato e gemme
Manifattura Napoletana, Croce episcopale – 1878, argento dorato e gemme

Il percorso espositivo – promosso dalla Fondazione Roma e organizzato dalla Fondazione Roma-Arte-Musei in collaborazione con il Museo del Tesoro di San Gennaro di Napoli – comprende novanta opere, alle quali si affiancano documenti, dipinti, disegni e arredi sacri. Tra questi figurano in particolare la Collana di San Gennaro e la Mitra. La Collana – realizzata nel 1679 da Michele Dato, che fu aiutato da altri artigiani – è costituita da oro, argento e pietre preziose, ma comprende anche altri oggetti di fattura e datazione diverse, donati da personaggi illustri. La mitra è stata prodotta 300 anni fa, nell’aprile del 1713, da Matteo Treglia, ed è ornata da 3964 pietre preziose tra cui diamanti, rubini e smeraldi. Si è scoperto di recente che alcune pietre provengono da cave dell’America Latina. Tra gli altri oggetti esposti, il visitatore può ammirare inoltre la Croce in argento e coralli del 1707, offerta dalla famiglia Spera, il calice in oro, rubini, smeraldi e brillanti di Michele Lofrano e commissionato da Ferdinando di Borbone, il Calice in oro zecchino (1849), elargito da Papa Pio IX nel 1849, quando fu ospitato a Napoli a causa dei moti mazziniani, la Pisside in oro, corallo e malachite prodotta dalla famiglia Ascione di Torre del Greco e regalata al Santo da Umberto di Savoia il 5 novembre 1931. Solo per citarne alcuni. Il catalogo della mostra è edito da Skira.

Informazioni e prenotazioni

t. +39 0669205060

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www.mostrasangennaroroma.it

www.fondazioneromamuseo.it

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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