Sheryl Sandberg: Facciamoci avanti

276 pagine € 17 Disponibile anche in e-book
276 pagine € 17
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Quando ho cominciato a leggere il libro che sto per recensire, ero scettica, molto, a dimostrazione che i commenti negativi, anche se pochi, restano più impressi dei numerosi articoli che descrivono il direttore operativo di Facebook, Sheryl Sandberg, come una manager capace di fare squadra e soprattutto umile. Ad ogni modo, il pezzo di Maureen Dowd, columnist del New York Times e vincitrice del Premio Pulizer nel 1999, mi aveva condizionato negativamente, spingendomi tuttavia, forse proprio per curiosità, ad acquistare il libro della Sandberg “Facciamoci avanti. Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire”, edito in Italia da Mondadori, (il titolo inglese è “Lean in”), definito dalla Dowd come una mera operazione di marketing e un’accozzaglia di banalità.

Ho letto il libro tra una pausa e l’altra e prima di andare a dormire, dando il giusto spazio a una lettura piacevole, che non mi ha mai annoiato. Anzi. Mi sono rivista in lei, sentendola vicina nonostante le innumerevoli differenze di età, geografiche, di professione, di risultati ottenuti.

Nel libro, che non è un testo motivazionale, né un saggio, la Sandberg dà dei suggerimenti alle donne, partendo da un unico filo conduttore: se nelle aziende le leader sono nettamente inferiori ai loro colleghi uomini, è soprattutto per le barriere interne che condizionano le donne, spesso in balìa di sensi di colpa. Il dissidio tra carriera e famiglia, secondo Sheryl Sandberg, genererebbe altri conflitti.

“[…] Per decenni ci siamo concentrati sulla necessità di offrire alle donne la scelta di lavorare all’interno delle mura domestiche o al di fuori di esse. […] Ma dobbiamo chiederci se l’aver sostenuto con forza la possibilità di scelta non ci abbia distolto dall’incoraggiare le donne ad aspirare alla leadership […]”.

Sheryl Sandberg (dalla fanpage)
Sheryl Sandberg (dalla fanpage)

Per Sheryl Sandberg, è arrivato il momento di “incitare le ragazze e le donne che vogliono sedere al tavolo a superare gli ostacoli e farsi avanti nelle loro carriere”.  E` perciò necessario, per raggiungere questo traguardo, avere il sostegno non solo del datore di lavoro, dei colleghi e del partner, ma anche e soprattutto delle altre donne che devono, insiste la manager, fare squadra abbattendo il pregiudizio e collaborando. Fa, dunque riferimento alle api regine degli anni Settanta che, per sentire di valere, amavano circondarsi di soli uomini, mettendosi in competizione con altre donne. Conflitti tra donne in carriera e tra queste ultime e tutte quelle persone che decidono di fare le mamme a tempo pieno, innescando una vera e propria crociata «del noi contro loro» che, secondo il direttore operativo di Facebook, non ci farà mai raggiungere la parità. La Sandberg, ricordando quando espresso da Joan Williams, professoressa di diritto in California, definisce questi conflitti “guerre di genere” e scendendo ancor più nei dettagli “guerre fra madri”.

In “Facciamoci avanti”  l’autrice, partendo dalla sua esperienza, cita dati e donne, che per merito si sono fatte avanti, senza dover rinunciare alla gioia della maternità. Un libro, che, a mio giudizio, ogni donna dovrebbe leggere…

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La curiosità –  La prefazione italiana è di Daniela Riccardi, ex Global Ceo di Diesel e amministratore delegato di Baccarat. Un valore aggiunto per l’edizione edita da Mondadori.

 

Maria Ianniciello

direttore@culturaeculture.it

 

 

Translation by  Tony Stanco

 

Sheryl Sandberg: Lean in

by Maria Ianniciello

 

When I started reading the book I’m about to review, I was very skeptical. This demonstrates how the negative comments, though few, are more impressed than those many articles describing the COO of Facebook, Sheryl Sandberg, as a manager very capable in team work and above all, humble. Although the piece by Maureen Dowd, New York Times columnist and Pulitzer Prize winner in 1999, had a negative impact on me, It drove me however, perhaps out of curiosity, to buy Sandberg’s book “Lean in: Women, work and the Will to lead “, published in Italy by Mondadori, defined by Dowd as a mere marketing operation and a bunch of platitudes.

I have read the book between breaks and before going to sleep, giving the right space to such an enjoyable read that has never bored me. Indeed, I empathized with her, feeling close to her, despite countless differences in age, geography, profession, results.

In the book, which is not a motivational text, nor an essay, Sandberg gives women suggestions, starting with a common thread: whether in the companies the female leaders are significantly less than their male colleagues, it is primarily for internal barriers that affect women, often misguided by guilt-feelings. The gap between career and family, according to Sheryl Sandberg, would generate other conflicts.

“[…] For decades, we have focused on the need to offer women the choice to work in the home or outside of them. […] But we have to ask ourselves if having strongly supported the chance to choose has not deterred from encouraging women to aspire to leadership […]. “

For Sheryl Sandberg, now It’s time to “make the girls and women who want to sit at the table to overcome the obstacles and lean in in their careers.” It is therefore necessary, to achieve this goal, not only have the support of the employer, of colleagues and partners, but also and above all, of the other women who, insists the author, must be a team, breaking down prejudice and cooperating. She therefore refers to the queen bees of the 1970s that, in order to feel worth, loved to surround themselves with men, only to compete with other women. Conflicts between career women and between the latter and all those people who decide to be full-time moms, starting a crusade “of us versus them” that, according to the chief operating officer of Facebook, will never reach the parity. Sandberg, remembering what expressed by Joan Williams, a professor of law in California, names these conflicts “gender wars” and going down even more in the details, “wars between mothers.”

In “Lean in” the author, based on his experience, mentions data and women who have leaned in thanks to their own value, without having to give up the joy of motherhood. A book, which, in my opinion, every woman should read …

Trivia – The preface of the Italian version is written by Daniela Riccardi, former Global CEO of Diesel and CEO of Baccarat. An added value for the edition published by Mondadori.

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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