Roma, in mostra gli scatti di Kazuyoshi Nomachi

unnamedUna grande antologica interamente dedicata a Kazuyoshi Nomachi, il fotografo giapponese da sempre interessato a documentare e descrivere culture e popoli lontani. Stiamo parlando di “NOMACHI. Le vie del sacro”, la mostra in programma dal 14 dicembre al 4 maggio 2014 presso gli spazi de La Pelanda – Centro di Produzione Culturale di Roma. Un’esposizione che vede come promotori l’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma e Civita e che può contare sul sostegno di Canon e sulla collaborazione di Crevis e della Fondazione Italia Giappone.

Circa 200 scatti suddivisi in 7 sezioni diverse per ricostruire il lungo viaggio di un’intera carriera intrapreso dal reporter alla scoperta della sacralità dell’esistenza quotidiana e di una spiritualità che accomuna terre tra loro lontanissime. Una spiritualità, dicevamo, che forse riesce a dare un senso alle difficoltà, alle dure condizioni di vita che molti popoli devono affrontare.

nomachi1IL FOTOGRAFO – Le fotografie di Kazuyoshi Nomachi sono state pubblicate in tutto il mondo e sono apparse in alcune delle principali riviste di fotografia, tra cui The National Geographic, Stern o GEO. Da sempre caratterizzato da un attento approccio documentarista, sin dagli inizi il fotografo si distingue per il suo interesse nei confronti di culture lontane, tanto che all’età di venticinque anni lascia il Giappone alla volta del Sahara. «In Africa – spiegano i promotori dell’esposizione – è rimasto affascinato dai grandi spazi e dalla forza della gente che vive in ambienti così difficili. Per oltre quarant’anni, intorno al tema della preghiera e della ricerca del sacro, ha rivolto la sua attenzione alle più diverse culture tradizionali, espressione di popoli che abitano nelle terre più aspre, ai quattro angoli del mondo».

nomachi Ed è così che Nomachi si concentra un po’ alla volta sulla spiritualità che spesso caratterizza questi luoghi, realizzando scatti in cui «i ritratti e le figure umane – riprendono – assumono una dignità assoluta e si fondono con il contesto in composizioni quasi pittoriche, dominate da una luce abbagliante, reale e trascendentale al tempo stesso». Un approccio, il suo, che non ha lasciato indifferente la critica, che più volte ha voluto premiare il lavoro di Nomachi con riconoscimenti tra cui l’Annual Award of the Photographic Society del Giappone nel 1990 e nel 1997 e la Medal of Honor with Purple Ribbon nel 2009.

Scheda tecnica della mostra:

Dal 14 Dicembre 2013 al 4 Maggio 2014

Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti

La Pelanda – Centro di Produzione Culturale, Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

Biglietti: intero € 10, ridotto € 8, scuole € 4

Info: www.mostranomachi.it

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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