“Risveglio”: la Bella Addormentata rivisitata da Anne Rice

risveglio-rice-longanesi-280x411 Il cammino sembra essere quello tracciato dalla trilogia delle Cinquanta sfumature; in realtà quella “dei Sensi” è una saga scritta negli anni Ottanta, quando l’erotismo veniva condensato nelle pagine di un romanzo popolare “rosa” o relegato nella nicchia dei generi. Nel 1983 era uscito con il titolo di The claiming of Sleeping Beauty, nel 1995, in Italia, tradotto come La Bella Addormentata. Di recente è invece stato riproposto con il titolo di Risveglio, primo volume di una trilogia dalle atmosfere tetre. L’autrice è Anne Rice, che per l’occasione ha adottato uno dei suo pseudonimi, ovvero A. N. Roquelaure (l’altro è Anne Rampling). Un nome che richiama un Marquise De Sade, da cui per questo lavoro la scrittrice sembra aver mutuato la poetica della crudeltà. Se nelle prime pagine si respirano le atmosfere che caratterizzano La Bella Addormentata nel bosco, in seguito Anne Rice porta alle estreme conseguenze i temi e la simbologia connesse alla fiaba, eliminando ogni residuo romatico. Bella viene risvegliata dal principe, non grazie a un bacio, ma in maniera brutale, che sorprende (e lascia perplesso) il lettore. Da questo momento, inizia per lei una vera e propria odissea. La principessa, condotta dal Principe al castello e costretta fin da subito a esporre le proprie nudità, è ridotta a un oggetto, trastullo sia per i componenti della famiglia reale, che per i servi, rispetto ai quali si trova in una posizione di subordinazione.

Come avviene per altri giovanissimi nobili, condotti al castello per essere “educati”, Bella subisce un vero e proprio inferno dei sensi; la repressione e umiliazione sessuale è infatti uno strumento finalizzato a plasmare anche le nature più ardenti. Dell’amore e di altri sentimenti, sembra non esserci alcuna traccia, come alla protagonista sembrano essere negate le gioie della vita. Risveglio è un romanzo forte e angosciato: il mestiere robusto della Rice, con il suo stile inconfondibile e curato, si avverte.

Dal punto di vista tecnico, l’autrice ha voluto mantenere tutte le caratteristiche della fiaba, con personaggi “piatti”, un’atmosfera sospesa nello spazio e nel tempo; ma questo va a discapito di quei momenti di indagine sul senso degli accadimenti, che si ritrovano, invece, in opere di più ampio respiro, come Intervista con il vampiro. Risveglio non è per questa ragione il lavoro più riuscito della Rice, ma ha dalla sua la capacità di risucchiare il lettore in un vortice oscuro, lasciando in sospeso molti interrogativi sul senso di quello che accade, ben oltre l’erotismo.

Roberta De Tomi 

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Autore dell'articolo: Roberta De Tomi

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