Resta qui. L’Italia di Mino Reitano: il libro di Davide Beltrano

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Un libro dedicato a uno dei cantanti di casa nostra più amati, dove lo Stivale viene raccontato attraverso le sue canzoni. Si intitola “Resta qui. L’Italia di Mino Reitano”, il nuovo lavoro dello scrittore Davide Beltrano, denominato “Ilfolle”, ventottenne, dottore in Storia e già autore di diverse apprezzate pubblicazioni. La prima presentazione ufficiale del libro e del disco è in programma per il prossimo 27 gennaio al Teatro Comunale “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, città natale di Mino, in occasione del settimo Memorial dedicato al cantante di Fiumara e organizzato dal fratello Gegè. Il giorno dopo a Soverato, importante centro turistico calabrese, sarà intitolata una piazza a Mino Reitano mentre poche settimane fa, sempre a Reggio Calabria, di fronte a migliaia di persone, si è svolta la cerimonia di apposizione di un busto in bronzo raffigurante Reitano che stringe il violino. Abbiamo intervistato Davide Beltrano per voi.

Davide, l’idea di scrivere il libro in che modo nasce?
Si tratta di un’iniziativa condivisa con l’editore Dino Vitola. L’idea  è quella di dar vita ai grandi protagonisti della musica italiana e fra questi sicuramente Mino Reitano non poteva mancare. Perché Mino è il rappresentante massimo della calabresità nella musica leggera italiana, colui che ci rende fieri delle nostre origini con le sue canzoni.

Nel libro il nostro Paese viene raccontato attraverso le canzoni di Reitano, ma in che modo?
Sto facendo da anni un percorso storico musicale dove elevo la canzone leggera a fonte storica alternativa contemporanea. Quindi, ogni brano di Mino diventa un modo per raccontare la storia dei nostri giorni, e dunque, la Storia dell’Italia. Emigrazione, crisi, disoccupazione, ripresa, ci sono un caleidoscopio di sensazioni che i testi di Mino ci pongono davanti.

Nel libro sono raccontati episodi inediti ma come è avvenuta la scelta?
E’ stata naturale. Lavoro da anni per la casa editrice di Dino Vitola e lui  è una persona che conosce ogni cosa della musica italiana perché ha lavorato proprio con tutti. Così quando parlo con lui vengono fuori tanti aneddoti, da qui la voglia di raccontare scorci inediti della vita di Mino Reitano, attimi indelebili e a volte curiosi, che non tutti i fan conoscono.

Grazia Reitano, figlia di Mino, in occasione della cerimonia di apposizione del busto condotta dal nostro collaboratore Emilio Buttaro
Grazia Reitano, figlia di Mino, in occasione della cerimonia di apposizione del busto condotta da Emilio Buttaro

In  “Resta qui. L’Italia di Mino Reitano” ci sono anche delle sue riflessioni trasformate in lettere immaginarie scritte dal cielo…
Sì, abbiamo pensato di fare qualcosa di estremo se vogliamo. Ho immaginato che il cantautore calabrese scrivesse dal cielo per la sua famiglia. Quando ho scritto le lettere, pensavo fossero una cazzata, poi sono state lette da Grazia Reitano, figlia di Mino, la quale è rimasta folgorata e così sono andato avanti. Lì è venuto fuori il cuore e mi creda c’è tanto cuore in questo libro, non è una semplice biografia.

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Ancor oggi Mino Reitano rimane un personaggio amatissimo non solo per le sue qualità artistiche ma anche per quelle umane. A Suo giudizio cosa aveva di speciale?
Mino era speciale perché sembrava uno di noi che però aveva avuto una possibilità per esprimersi. Era speciale perché era la voce di chi non aveva voce, perché non si prendeva mai sul serio, mentre oggi vedo solo piccoli cantanti che si atteggiano a grandi artisti, non c’è più… religione direi… (risata, ndr).

Lei ha scritto anche altri libri dedicati ad artisti importanti…
Sì, come dicevo ho iniziato da tempo un percorso che racconta la musica italiana attraverso i suoi protagonisti. Vasco Rossi, Fabrizio Moro e presto pubblicheremo su Ivan Graziani, 883, Laura Pausini, Rino Gaetano, sono in una continua ricerca… musicale.

 

A proposito di Vasco Rossi, è vero che il cantante di Zocca ha un po’ tenuto a battesimo la Sua carriera di scrittore?
Sì, proprio così! Nel 2010 prese il mio blog di poesie, mini romanzi, canzoni, e lo mise sul suo profilo facebook ufficiale ma anche  sul suo sito facendomi conoscere così al grande pubblico. Poi realizzò due videosaluti per i miei primi due libri, video che sono presenti su youtube. E infine mi fece la prefazione al libro “Da Vasco al Sud”, un sogno diventato realtà. Per me, Vasco è uno stile di vita, ho il tatuaggio del suo nome e ogni cosa parte dalla sua musica.

Il libro dedicato a Mino Reitano ha in allegato il primo disco della figlia di Mino, Grazia, il singolo dal titolo “Resta qui”.
E’ un disco stupendo da non perdere perché Grazia è davvero forte e con lei è iniziata una collaborazione importante. In tal senso ho scritto due future canzoni per lei. Ne sentirete delle belle.

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Autore dell'articolo: Emilio Buttaro

Emilio Buttaro
Classe 1967 ha iniziato a svolgere attività giornalistica all’età di sedici anni. Nell’85 ha vinto il concorso nazionale “Vota lo speaker” indetto dalla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e l’anno dopo è stato il più giovane cronista accreditato al Festival di Sanremo. Laureato in Scienze Politiche ha presentato diverse manifestazioni come il Premio Internazionale di poesia “Nosside”. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche tutte di portata nazionale tra cui: Il Messaggero, Radio 24-Il Sole 24 Ore, La Stampa (redazione sportiva), Radio TV Capodistria, SBS emittente radiotelevisiva continentale australiana, Agenzia di Stampa Italpress, Cultura & Culture e Costantini Editore.

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