Quando Vienna scoprì il mare

adriatica6Trieste e Grado, Opatija (Abbazia) e Lošinj (Lussino), e poi ancora la slovena Portorose e, successivamente, le dalmate Zadar (Zara), Split (Spalato) e Dubrovnik (Ragusa). Località turistiche rinomate più di un secolo fa, quando l’alta società austriaca vi si recava sia per il clima terapeutico che per svago. Una storia affascinante, che ci riporta con la mente ai tempi dell’impero austro-ungarico, quando Vienna decise di investire nella sua “Riviera Adriatica”. A ripercorrere quegli anni è la mostra “Österreichische Riviera. Wien entdeckt das Meer” (Riviera austriaca. Vienna scopre il mare), un’esposizione allestita all’interno del Museo Civico di Vienna, in Karlsplatz, e visitabile sino al 30 marzo 2014.

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Abbazia

LA MOSTRA – 450 oggetti esposti tra manifesti pubblicitari, cartoline, fotografie, stoviglie e arredi degli alberghi, opere d’arte dell’epoca e documenti che, oltre a testimoniare l’eccezionale sviluppo di queste località adriatiche, intendono indagare le trasformazioni sociali a questo collegate. Dapprima Trieste, Grado, Abbazia e Lussino, tutte nella parte nord dell’Adriatico, poi anche la costa dalmata, con la nascita di nuovi luoghi di interesse turistico come le attuali Zadar, Split e Dubrovnik: è a partire dal 1880 che gli austriaci iniziano a capire quanto lo sviluppo di una riviera imperiale possa giovare all’alta società sia in termini di salute che di divertimento.

adriatica4È la costruzione della linea ferroviaria meridionale, nel 1856 in grado di collegare la capitale imperiale a Trieste, a permettere a un crescente numero di persone facoltose, tra cui lo stesso imperatore d’Austria, di raggiungere con facilità le coste adriatiche. A spingere l’alta società verso sud sono soprattutto le buone condizioni climatiche, documentate da una serie di studi medici: è, infatti, il 1880 quando ad Abbazia (oggi Opatija) nasce la prima casa di cura, un luogo salubre in cui i vip dell’epoca trascorrono del tempo, si incontrano e, un po’ alla volta, si intrattengono piacevolmente. Sì, perché non ci vorrà molto per capire che dal soggiorno di cura si può facilmente passare a un soggiorno di villeggiatura: alberghi su modello asburgico, con tanto di chef viennesi, iniziano presto a sorgere lungo le coste, dando il via a quel fenomeno turistico che la mostra intende analizzare. Esposte, quindi, le locandine di queste località di svago, unite a documenti che cercano di ricostruire cosa si nasconde dietro il boom turistico, dalle trasformazioni economico-sociali del luogo ai rapporti intercorsi tra questi turisti ante litteram e le genti del posto.

Grado
Grado

Scheda tecnica della mostra:

fino al 30 marzo 2014

Wien Museum, Karlsplaz, Vienna

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Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18

Biglietti: 8 euro intero, 6 euro ridotto

Info: www.wienmuseum.at

 

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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