OLTRE I CONFINI, ECCO IL FESTIVAL DELLA CULTURA EBRAICA

LA CONFERENZA STAMPA

Foto Gabriele Lumicisi

Si è svolta oggi, martedì 4 settembre alle 12, presso la Sala delle Bandiere sita in Campidoglio, la conferenza stampa per la presentazione del “Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica, manifestazione ormai giunta alla quinta edizione, che si svolgerà a Roma dall’8 al 12 settembre 2012. Il tema sarà “Oltre i confini”.  Il mondo è solcato da infiniti confini, visibili e invisibili. Da una parte i grandi confini che sancisono dolorose fratture nella storia dell’uomo: confini tra Stati, tra culture e ceti sociali; dall’altra, i confini più intimi ed individuali che percorrono le vite di ognuno di noi: i confini tra l’uomo e Dio, tra l’inconscio e la consapevolezza, tra ciò che siamo e quello che vorremmo essere. All’incontro di questa mattina hanno partecipato il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ed altre importanti personalità culturali e politiche capitoline, oltre agli organizzatori dell’evento, tra i quali il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, e i curatori della manifestazione. Tante le novità rispetto alle precedenti edizioni: «Un festival che allarga i propri orizzonti non più solo alla letteratura, ma anche ad altri eventi della ricca cultura ebraica tra i quali il teatro, la musica, la danza e la cucina». Queste le parole del presidente Pacifici, che si è detto inoltre «orgoglioso del successo riscosso e dei tentativi di imitare la manifestazione in molti comuni d’Italia». I curatori dell’evento, Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann, hanno rilevato il grande appoggio ricevuto dalle Istituzioni nel corso degli anni; e introducendo i vari artisti internazionali si sono detti fieri della popolarità ormai raggiunta dall’iniziativa, e soprattutto del suo spessore internazionale, che quest’anno in particolare ha permesso di annoverare personaggi del calibro dell’intellettuale Marek Halter, «memoria storica della Shoah e del Novecento Europeo». Come sottolineato dalla curatrice Ariela Piattelli. Tra gli altri anche il musicista israeliano David Broza, che parteciperà per la prima volta alla manifestazione. Ad aprire il festival confermata a grande richiesta, visto l’esito ottenuto nelle precedenti edizioni, “La Notte della Cabbalà”, una no-stop di eventi culturali ebraici che si svolgerà nella zona storica del Ghetto, sabato 8 Settembre dalle 21 alle 2 e 30. Parole di apprezzamento e sostegno alla manifestazione infine, sono arrivate dal sindaco Alemanno, il quale si è soffermato «sull’importanza della cultura e della memoria, soprattutto in questo momento di grandi crisi e conflitti internazionali», momento in cui, come aggiunto dal presidente della Provincia Zingaretti «solo la riscoperta delle culture può unire e rendere tutti più forti».

Gabriele Lumicisi

IL PROGRAMMA

Ad aprire la serata e il festival sarà lo scrittore, pittore, regista e intellettuale di fama internazionale Marek Halter. Ebreo di origini polacche, fuggito dal ghetto di Varsavia ancora bambino, e profugo in Uzbekistan,  Halter trova dimora infine a Parigi. Da qui partirà per continui viaggi che lo porteranno a esplorare i luoghi più significativi della storia ebraica, da Praga a Birobijan, in Siberia; nei suoi scritti rivelerà storie, aneddoti, esistenze, scoperte durante le sue infaticabili peregrinazioni. Nello stesso luogo alle ore 22.30 il Capo Rabbino della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, incontrerà Moshe Idel, uno dei più grandi esperti di Cabbalà al mondo, mentre a mezzanotte si svolgerà l’incontro tra il Rabbino Roberto Colombo e Yarona Pinhas, tra le più importanti studiose di mistica ebraica. Alle 23 avrà luogo presso la Ermanno Tedeschi Gallery, in via del Portico Ottavia  7, una straordinaria performance d’arte contemporanea di Rami Meiri, considerato il più grande artista di murales in Israele. Anche la musica sarà protagonista della Notte della Cabbalà con due importanti concerti in Largo 16 Ottobre 1943: alle ore 22.30 il concerto chitarra e voce del musicista israeliano e star internazionale David Broza; alle ore 00.30 il concerto Jewish Experience del quintetto del sassofonista, clarinettista e flautista italiano Gabriele Coen.

Nel corso della serata l’area dell’antico Ghetto ebraico costituirà la scena dello spettacolo itinerante Jewish Flash Mob del coreografo Mario Piazza, tra i maggiori coreografi contemporanei, una miscela esplosiva in cui confluiscono danza, teatro, cinema, canto e arti figurative. Il Museo Ebraico di Roma e la Grande Sinagoga saranno aperti tutta la notte per visite guidate (dalle ore 21.30 alle 24.30 – ultimo ingresso alle ore 24.00). La Notte della Cabbalà è realizzata con contributo dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale.

La quinta edizione del Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica prosegue domenica 9 settembre con una mattinata ricca di eventi. Dalle ore 9.45 alle 14.00 il MUSEO EBRAICO DI ROMA, in collaborazione con Biblioteche di Roma, ospiterà uno speciale workshop per bambini a cura dell’artista israeliano Hanoch Piven che propone la creazione di autoritratti/ritratti realizzati con diversi materiali, tra cui fotografie, tessuti, bottoni, materiali da riciclo di vario genere. Alle  11, mentre al Palazzo della Cultura il raffinato enigmista Stefano Bartezzaghi analizzerà la narrativa di Primo Levi, per il venticinquesimo anniversario della morte, si svolgerà parallelamente l’inaugurazione della mostra “Sukkà” a cura di Giovanna Ben Amozegh presso i giardini del Museo Ebraico di Roma. Alle 20 il responsabile culturale de L’Espresso, Wlodek Goldkorn, incontrerà lo scrittore americano Shalom Auslander presso il Palazzo della Cultura. Dissacrante e geniale, Auslander supera il confine dell’indicibile affrontando nei suoi libri numerosi tabù – da Il lamento del prepuzio, ad A Dio spiacendo e fino a Prove per un incendio – e sfidando nello stile e nei contenuti il conformismo e le convenzioni. Lunedì 10 settembre si svolgerà alle 18.30, presso la Ermanno Tedeschi Galler,y l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “Visioni e colori di una città bianca” alla presenza dell’artista israeliano, autore dell’immagine del festival, Rami Meiri. Nel Palazzo della Cultura alle ore 19 il noto allenatore di pallacanestro, Valerio Bianchini, incontrerà lo scrittore americano Charley Rosen, famoso anche per i suoi trascorsi come giocatore e allenatore di basket, sport su cui ha incentrato oltre quindici libri di successo, e di cui è considerato il più autorevole narratore vivente. Seguirà alle 20.30 l’incontro tra la scrittrice e traduttrice Elena Loewenthal e l’autore israeliano Yoram Kaniuk, considerato dal New York Times uno dei più originali e brillanti scrittori del mondo occidentale. Nel suo romanzo 1948 oltrepassa i confini della memoria, andando a pescare dall’oblio i ricordi della guerra d’indipendenza combattuta a soli diciassette anni per fondare lo Stato d’Israele.

Martedì 11 settembre il Palazzo della Cultura ospiterà alle 19 l’incontro tra l’attrice Pamela Villoresi e l’autrice Lia Levi sul tema del suo ultimo romanzo La Notte dell’Oblio. Alle 20.30 Savyon Liebrecht, tra le drammaturghe più importanti d’Israele, dialogherà con la scrittrice e regista Cristina Comencini, sulla Banalità dell’amore (ultima opera della Liebrecht uscita in Italia, che affronta la relazione tra Hannah Arendt e Martin Heidegger).

Nella data conclusiva, mercoledì 12 settembre, il festival propone alle19 presso il Palazzo della Cultura l’incontro tra la giornalista Paola Saluzzi e lo scrittore israeliano Etgar Keret, tra i più popolari scrittori israeliani della nuova generazione. I suoi libri, tradotti in 35 paesi e 31 lingue, gli hanno valso molti premi prestigiosi e un riconoscimento unanime a livello internazionale. Il festival chiude alle 20.30 con uno spettacolo teatrale dedicato a due donne che hanno fatto e raccontato la Storia: Oriana Fallaci e Golda Meir. Intervista con la Storia, un reading diretto da Maria Rosaria Omaggio e interpretato da Paola Gassman (nei panni di Golda Meir, mentre la Omaggio stessa interpreta Oriana Fallaci), è testualmente tratto da “Intervista con la storia” edito da Rizzoli libri, integrato da un brano de La mia vita, biografia di Golda Meir pubblicata nel 1975, e dall’articolo “Sull’antisemitismo” che Oriana Fallaci pubblicò su Panorama il 18 aprile 2002.

 

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