NELLA VITA DI LÀ

Fare un salto nella vita di là per vedere cosa ci aspetta? Rischioso, azzardato… e fatalmente irresistibile. E così David Eagleman si lascia vincere dalla tentazione di guardare cosa c’è dall’altra parte, immaginando un mondo parallelo descritto in Nella vita di là (Mondadori, pp. 144, Euro 10,00). Una volta gettato lo sguardo oltre la soglia, ci può capitare di scoprire che il dibattito secolare sull’identità di Dio è stato ozioso, perché in realtà Dio è una coppia sposata che litigiosamente si contende il primato della Creazione. Oppure che il Creatore onnipotente altro non è che un minuscolo batterio benevolo. Possiamo finire in un Paradiso inedito dove i morti lavorano senza sosta come comparse nei sogni dei vivi, e quando decidono di mettersi in sciopero iniziano i guai. Possiamo trovarci a vagare per ore in un aldilà pieno zeppo di antichi dei, o abitato da esseri piccoli e ottusi che hanno creato l’uomo con l’unico obbiettivo di scovare la risposta a interrogativi troppo difficili. E anche qui vediamo la burocrazia prendere il sopravvento e spodestare il Creatore stesso che, solo e incompreso, si ritira in veranda a bere il tè con Gandhi e Martin Luther King. In qualche caso, scopriamo che per l’eternità ci è stata assegnata una versione migliorata e più giovane di noi stessi, in altri al contrario ci troviamo ricreati a immagine e somiglianza di quel che eravamo sulla Terra, a partire dai dati della nostra carta di credito e dei nostri accessi a Internet. Con questo gioco di specchi animato da fantasiosi e spesso divertenti scenari della vita dopo la morte, David Eagleman ci suggerisce che le possibilità del nostro essere sono infinite e che in fondo non siamo altro che una casuale combinazione di atomi, il risultato dell’esperimento creativo di un dio curioso di scoprire come fanno due pezzi a incastrarsi e vivere insieme.

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