A Roma le artiste del Novecento tra visione e identità ebraica

artiste del novecento romaL’arte al femminile ha sempre dovuto sgomitare con fatica per emergere, ottenere rispetto e smantellare lo stereotipo che questa fosse a esclusivo appannaggio degli uomini. Soprattutto nella Roma d’inizio ‘900. Soprattutto se le donne in questione erano ebree. La Galleria d’Arte Moderna della Capitale rende omaggio ad alcune delle figure dimenticate del panorama artistico dell’epoca con una mostra attenta, affascinante e sorprendente che strappa letteralmente all’oblio molte autrici e interpreti di un’epoca complessa come poteva essere quella dei primi decenni del secolo scorso. “Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica” sarà in mostra nelle sale del museo di via Francesco Crispi fino al 5 ottobre e raccoglie dipinti, disegni, sculture e opere in ceramica di donne appartenenti all’alta borghesia romana e partecipi assai attivamente della vita culturale e sociale dell’Urbe, figure femminili che si davano un gran da fare per promuovere raccolte di fondi per i bambini oppure che prestavano aiuto negli ospedali e negli asili come crocerossine. «Molte di loro – come ha scritto la studiosa Flavia Matitti – erano signorine di buona famiglia che ritenevano lo studio della pittura niente di più che un elemento della propria formazione culturale. […] Ma alcune non sono state semplici dilettanti e la loro attività meriterebbe una maggiore attenzione». La mostra si concentra proprio su questo (relativamente) piccolo gruppo di artiste: dalle opere in olio, pastello e carboncino di Corinna Modigliani alle tele di Amelia Ambron, Silvana Weiller, Paola Consolo, Amalia Goldmann Besso e Wanda Coen Biagini, passando per i pastelli su carboncino di Pierina Levi e le sculture in bronzo di Liliah Nathan. In mostra anche dipinti di Eva Fischer con la splendida serie dei “Bozzetti per vetrate”, Olga Modigliani con la sua produzione di vasi e ciotole in terracotta invetriata, Annie Nathan con i magnifici “Ritratto di Ernesto Nathan” del 1913 e “Ritratto di Sarina Nathan Levi della Vida” a tecnica mista.

E ancora i lavori surreali di Paola Levi Montalcini, sorella gemella di Rita, che esaltano il limite tra arte e matematica, i quadri di Gabriella Oreffice e Adriana Pincherle (di quest’ultima si può ammirare un bellissimo ritratto di Alberto Moravia del 1978), le sculture in bronzo, gesso e palissandro di Antonietta Raphaël. A suggellare questa corposa esposizione di circa 150 opere ci sono anche due quadri del grande maestro Giacomo Balla, figura decisiva del Novecento artistico italiano e di cui tutte le artiste in mostra sono state direttamente o indirettamente allieve: un “Ritratto di Ernesto Nathan”, sindaco ebreo di Roma negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale e primo sindaco della Capitale non romano e non aristocratico; e un “Ritratto di Amelia Ambron” del 1925, esposto per la prima volta in pubblico. Tra Nathan e Balla si sviluppò una grande amicizia e un vero e proprio sodalizio che poggiava su comuni interessi per il socialismo mazziniano e la stima era estesa anche agli altri componenti della famiglia Nathan, che comprendeva un’estesa rete di amici e parenti. Fu così che intorno all’autore torinese venne a formarsi un nutrito gruppo di artisti e collezionisti ebrei di famiglie molto importanti, come i Levi della Vida, gli Ambron e appunto i Nathan. Tra le allieve più fedeli di Balla ci sono state sicuramente Amelia Ambron, Annie Nathan e Pierina Levi, tutte donne che conciliavano l’attività artistica con gli impegni familiari e sociali.

La mostra mette dunque in luce il carattere anticonformista ed emancipato dell’esperienza femminile ebraica dei primi del ‘900, tentando di approfondire una realtà intricata e proprio per questo ricca e suggestiva come può essere quella delle artiste ebree italiane. Un giusto omaggio a questo mondo proprio nell’anno in cui la “Giornata della Cultura Ebraica”, in programma il prossimo 14 settembre, avrà come tema centrale la figura della donna nell’Ebraismo.

Paolo Gresta

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Autore dell'articolo: Paolo Gresta

Paolo Gresta
Paolo Gresta è nato a Roma nel 1977. Laureato in Lingue, con una specializzazione in Editoria e Scrittura, è giornalista pubblicista e collabora da anni con riviste e magazine online con articoli di cultura, spettacoli, musica e sport. Tra i suoi interessi principali ci sono la letteratura, i concerti, i viaggi e la scrittura”

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