4 agosto 2012
Redazione (4050 articles)
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MODELLI UNICELLULARI: MOSTRA DI CECELIA DE PAOLIS

La locandina della mostra

Il 21 agosto 2012 alle ore 19,00, al Forte Sangallo di Nettuno, si inaugura la mostra di  Cecilia De Paolis  dal titolo “modelli unicellulari”, presentata dalla costumista Marina Sciarelli. La mostra è organizzata dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Nettuno e dalla Associazione Culturale Dinosaurs e rimarrà aperta al pubblico fino al 26 agosto.

«Cecilia De Paolis crea con la stoffa – spiega la costumista Marina Sciarelli – non opere d’arte, non vestiti ma preziosi oggetti da indossare, abiti-gioielli che prendono forma, che danno vita. Animali, pesci, conchiglie che plasmano un corpo,  modificanti esseri umani. Non sono abiti, hanno l’aspetto di abiti, ma indossati si animano.  Giornate intere a cucire, a dividere piegoline infinite, a far combaciare punti su punti. La ricerca del colore, del tessuto che non si vede ma che dà la rigidezza al busto e la morbidezza alla gonna. Nulla è lasciato al caso: lo studio del taglio, la leggerezza della cucitura, punti sottili fatti a mano, un lavoro certosino delle nostre ave. Cecilia non ricama ma è come se ricamasse, lo fa incrociando le stoffe, inserendo stecche, facendo convivere materiale morbido e poroso con stoffe irrigidite da tulle e rame. Cecilia è raffinata, ama le stoffe, i cappelli, colleziona borsette, la sera controlla i suoi bottoni gioiello come se fossero pietre preziose e tutto ciò ricade sul suo lavoro. Non tralascia nulla, si sofferma sul particolare, sceglie per i suoi abiti nomi antichi che ci riportano alla preistoria».

Anche Romano Scavolini parla dell’artista: «Cecilia De Paolis è da iscriversi fra gli artisti “cult” dei  nostri anni. I suoi non sono vestiti né modelli, né abiti ma flusso di visioni ancestrali, per suggerirci una maniera unica di osservare la fisionomia del nostro corpo e di come la “pelle” che ci riveste, si è trasformata, nei millenni, in un plasma vivente, intaccando le cronolo­gie trasversali dello scorrere del tempo. Gli “abiti” di Cecilia De Paolis sono sto­rie senza trama, perché il passato remoto, antidiluviano, quando la coscienza era prigioniera di un corpuscolo unicellulare, si specchia nel presente e poi nel futuro, capace com’è di assorbire sia la necessità di “coprirsi” e di “difendersi” sia di creare i sim­boli di una scienza interdisciplinare come è appunto l’etnobiologia. Ciò che preme Cecilia è enfatizzare la potenza evocative delle forme ma anche dei materiali. I suoi sono “abitazioni” oniriche sgorgate dagli archetipi del “noumeno”, l’Essere ontologico omnipervasivo, che non solo ci protegge dall’intrusione del mondo esterno, ma ci nutre di fiabe e miti che un corpo antropomorfo ha finito per mettere in scena».

Cecilia De Paolis – Costumista, stilista, è diplomata Modellista Sartoriale e Modellista Industriale presso il Centro Internazionale Moda G. Guarino di Roma, e ha seguito corsi di Confezione Sartoriale e Confezione Industriale presso lo Studio Moda Casamassa. Ha inoltre seguito stages di “Sviluppo e piazzamento industriale su sistema assyst” presso il Centro Internazionale G. Guarino e presso il Laboratorio Info Moda. Ha partecipato come costumista e assistente costumista alla realizzazione di diversi film e cortometraggi, fra cui Sangue Pazzo di M. T. Giordana e la fiction “Amiche”. Ha collaborato con la costumista Giulia Mafai per l’allestimento di numerose mostre ed esposizioni e partecipato a diverse performances di arte contemporanea. Come stilista ha realizzato collezioni di Pret-a-porter e maglieria.

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