Milanesiana 2015, il programma e la tenacia di Elisabetta Sgarbi

Milanesiana-programma-Elisabbetta-SgarbiQual è il segreto della Milanesiana? È una domanda che sorge spontanea visionando il programma di quest’anno e ripensando alle edizioni che si son susseguite dalla nascita nel 2000. La risposta più naturale sarebbe Elisabetta Sgarbi, ideatrice di questa kermesse, fiore all’occhiello di Milano e non solo. Ovviamente dietro ad eventi così imponenti la trama di collaborazioni e il gioco di squadra sono fondamentali, ma l’anima e la testa sono, su tutto, di questa donna che col tempo è riuscita a creare una rete interdisciplinare perfetta tra letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia e teatro, accrescendo di anno in anno il livello dell’offerta. Ciò accade anche quest’anno, nonostante si sia dovuto far i conti con una forte riduzione del budget. La Sgarbi ha mostrato tutta la sua aggressività e tenacia – costruttiva – nella conferenza stampa di presentazione svoltasi lo scorso 21 aprile. Nell’ottica della trasparenza ha raccontato come alcune istituzioni siano venute meno: «La Regione dopo il micro-contributo di seimila euro nella passata stagione, ha pensato bene di defilarsi» e la Provincia ha lasciato al festival «un buco di centomila euro». Al di là dei contributi che possono fornire il Comune, la Fondazione Cariplo e la Fondazione del Corriere della Sera, realisticamente se non ci fosse il supporto dei privati non si sarebbe potuto mantenere questo standard e questo è un dato di fatto di cui si è sempre più consapevoli in ogni manifestazione artistico-culturale. Milanesiana-2015In linea con questi tempi, per la sedicesima edizione è stato scelto come tema: manie e ossessioni, la direttrice artistica vi scherza su affermando quanto questo binomio possa apparire «molto sgarbiano», ma svela che le è stato suggerito dallo scrittore Claudio Magris. Il programma della Milanesiana 2015 s’inserisce negli eventi di Expo in Città e per la prima volta dalla sua creazione avrà una durata più ampia – dal 22 giugno al 16 luglio – continuando anche a toccare Torino (grazie alla collaborazione con il Circolo dei Lettori) e proponendo una new entry: Bergamo, dove sarà allestita la mostra “Theo Volpatti. Ho visto cose”. In questa prospettiva di apertura e ramificazione, a Milano, si aggiungeranno ai luoghi consueti come Piccolo Teatro, Teatro Dal Verme, Teatro Franco Parenti, Sala Buzzati, Spazio Oberdan anche location meno centrali (tra cui Politecnico, Cinema Mexico, i posti della sezione “Le manie della città”, più appuntamenti allo Spazio Teatro No’hma), ma tutte pulsanti di vita e di un pubblico attento. «Uno degli scopi di questa Milanesiana è quella di valorizzare le eccellenze internazionali», ha dichiarato l’ideatrice. Si parte proprio all’insegna di questo il 22 giugno con “Ossessioni, scrittura, musica”, ad animare la serata David Grossman, Sergio Escobar, Andrée Ruth Shammah, Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra. Seguiranno autori come Michel Faber, David Nicholls, Herman Koch, Umberto Eco, Dacia Maraini – solo per citarvene alcuni. Ma la Milanesiana si caratterizza proprio per il dialogo e la contaminazione tra le arti; è per questo che, tra la tanta offerta teatrale, potrete vedere anche in anteprima assoluta due spettacoli – “Il testamento di Maria” con Michela Cescon e “Birre e rivelazioni” di Tony Laudadio con Andrea Renzi e Roberto de Francesco – senza contare i ricchi appuntamenti di cinema – dall’omaggio a Luca Ronconi agli incontri con Bernando Bertolucci e Béla Tarr. Tenendo conto della nomina di Matera come capitale della cultura europea per il 2019, sarà proprio lei il soggetto degli scatti di Henry Cartier-Bresson e la protagonista degli appuntamenti diurni di “Viaggio in Italia” in sala Buzzati. La fama e la credibilità, la Milanesiana se le è conquistate sul campo e nel tempo, grazie agli artisti che vi hanno contribuito e che continuano a lavorarci, è anche per questo che “Il respiro della Musica” è stato dedicato a Paolo Terni, ideatore e curatore di questa sezione, purtroppo recentemente scomparso. Dopo il segreto nel 2013 e la fortuna nel 2014 (solo per ricordare gli ultimi focus) siamo sicuri che ancora una volta la Milanesiana saprà sviscerare a 360 gradi il tema scelto, facendoci andare a fondo nelle nostre manie e ossessioni, guardarle come se fossimo a uno specchio, fino ad amarle grazie all’Arte. Come avrete intuito il calendario degli eventi è molto vasto ed eterogeneo e va dato merito a questa manifestazione di riuscire a portare in Italia artisti mondiali – come Premi Nobel per la Letteratura (Wole Soyinka, John Coetzee) o il premio Pulitzer Michael Cunningham – senza dimenticare di valorizzare le creatività nostrane tanto più nel semestre di Expo (vedi, ad esempio, Franco Battiato che il 23 giugno proporrà un suo concerto al Teatro Dal Verme, ma sarà presente anche in veste di pittore con la mostra “Franco Battiato. I Ritratti” dal 24 giugno al 16 luglio al The Bridge – Università Iulm). Adesso non vi resta che stilarvi il vostro personale programma della Milanesiana 2015, sapendo che la maggior parte degli incontri e degli spettacoli sono a ingresso gratuito su prenotazione.

Scarica programma Milanesiana 2015

Maria Lucia Tangorra

 

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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