L’Italia “Senza soldi”, un libro per uscire dalla crisi

Chiarelettere, Collana Reverse, pp. 272, euro 13,90
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Disoccupazione e crisi, un libro per uscire dal tunnel e guardare al futuro con maggiore ottimismo. “Senza soldi” è opera dell’attenta analisi economica e sociale di Walter Passerini e Mario Vavassori, che partono dagli ultimi sconcertanti dati Istat: oltre 3 milioni di italiani sono senza lavoro. Un’oculata e particolareggiata rivisitazione dello scenario italiano che non tralascia la posizione di quanti, pur avendo un salario, si trovano in una condizione di reale povertà. Secondo gli autori uscire dalla crisi è possibile.

Risollevare lo stato d’animo e la condizione sociale del 12 per cento della popolazione italiana è una priorità assoluta. Le pagine del libro si soffermano sui “neo-umiliati” che sembrano scalzare i neo-laureati. Passerini e Vavassori individuano sette “direzioni” per invertire la rotta e dare respiro all’economia e alle famiglie italiane.

Fondamentali i contratti di solidarietà per i meno abbienti, la riduzione del cuneo fiscale per le piccole e medie imprese, una tassazione mirata per i redditi che superano i 250 mila euro annui. Ma il vero intento degli autori è convincere l’opinione pubblica della necessità di introdurre il reddito minimo garantito.

“Senza soldi” dipinge un Paese diviso in due. Da una parte i sottopagati, i precari e i pensionati, dall’altra i “Paperoni” e i “Furbetti” e coloro che hanno costruito il proprio impero ai danni di quanti hanno lavorato e arrancato onestamente in questi anni.

Alcuni frammenti del libro invogliano a prender parte a questa battaglia culturale.  Sulla base della contraddizione dell’articolo 36 della Costituzione, che da un lato esalta il lavoro come diritto, ma dall’altro rende i lavoratori spettatori della mancata attuazione: «Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa».

I dati Istat del 10 dicembre 2012 restituiscono un’Italia con oltre il 46 per cento di cittadini che dichiara di non potersi permettere neanche una settimana di ferie, quasi il 18 per cento che ammette di aver dovuto rinunciare in tutto o in parte al riscaldamento della propria abitazione, oltre il 35 per cento delle famiglie che dichiara che non riuscirebbe a far fonte a un imprevisto economico di 800 euro.

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Un testo che racconta la cruda realtà, sulla base dei dati drammatici della rescissione. Gli autori raccontano l’indifferenza generale di un Paese dinanzi alla condizione degli operai, dei precari e dei diritti dei lavoratori calpestati quotidianamente. Senza tralasciare lo sgomento e l’indignazione per la casta politica che continua a difendere i privilegi e a non occuparsi dei disagi reali delle famiglie italiane.

Per info: www.chiarelettere.it

Video presentazione del libro: http://bit.ly/18BLIeJ

 

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Autore dell'articolo: Redazione

Per collaborazioni e proposte commerciali contattare: mariaianniciello@culturaeculture.it

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