La recensione di “Una piccola libreria a Parigi” di Nina George

una piccola libreria a parigi
320 pp. Cartaceo: 16,90 euro – ebook: 9,99

     Le incantevoli atmosfere parigine e le suggestioni, i profumi, i sapori, i colori della terra di Provenza, nel sud della Francia, costituiscono il teatro in cui prendono forma e in cui si intrecciano le vite dei personaggi creati dalla penna di Nina George, scrittrice e giornalista tedesca, autrice di romanzi e di racconti, vincitrice di numerosi premi. Una piccola libreria a Parigi è un mondo pregno di sentimenti, è un’appassionante storia d’amore, ma è anche e soprattutto un inno alla lettura, intesa come la più bella attività sociale che l’essere umano possa sperimentare.

     Il romanzo, edito dalla Sperling & Kupfer nell’elegante traduzione italiana di Valentina Rancati, prende avvio dalla casa al civico 27 della parigina Rue Montagnard, un palazzo abitato dai personaggi più vari, che lambiscono la vita solitaria del protagonista, il libraio cinquantenne Jean Perdu. Jean è il proprietario della Farmacia letteraria, una libreria galleggiante ormeggiata nel porticciolo degli Champs- Elyseés, lungo la Senna, che rappresenta l’unico rifugio della sua esistenza. Egli ritiene che ogni libro sia al tempo stesso medico e medicina dell’anima, ogni libro per Perdu è infatti in grado di formulare una diagnosi ed è esso stesso terapia. Jean Perdu vende libri associandone ognuno a un determinato dolore; per lui, che è dotato del talento della “trasmiranza”, è una sfida bella e buona iniziare le persone ai libri, il punto fermo di tutto ciò che non si può calcolare nella vita, nell’amore, dopo la morte. Perdu trova una cura nei libri, per tutti, ma non per se stesso: da 21 anni vive nel ricordo del grande amore, Manon, la ragazza giunta a Parigi dalla Provenza, che senza preavviso lo abbandona. A Jean resta di lei solo una lettera, che da 21 anni giace sul fondo di un cassetto. A scuotere il libraio dall’apparente torpore emotivo sarà l’arrivo della nuova inquilina del palazzo di Rue Montagnard, Madame Catherine, una donna malinconica tradita e abbandonata dal marito fedifrago. Grazie a Catherine, Jean apprenderà il contenuto della lettera, che per troppo tempo si era rifiutato di leggere, ritenendo che l’unico rimedio all’abbandono potesse essere l’indifferenza. Jean Perdu deciderà solo allora di compiere un viaggio alla volta della Provenza per ricercare e per recuperare se stesso e una nuova felicità. A bordo della Lulu, nomignolo affettuoso del pronto soccorso letterario galleggiante di Perdu, il libraio parigino ci condurrà in un avvincente itinerario provenzale, accompagnato nella sua avventura da Max Jordan, il giovanissimo scrittore di successo in crisi creativa, e da Salvatore Vitale, il simpatico napoletano amante della buona cucina, che si unirà a Jean e Max in una delle tappe verso Bonnieux.

     Il romanzo di Nina George, opera di grande successo in patria, regala una lettura piacevole e può rappresentare un godibile compagno da portare con sé in viaggio o da centellinare nei momenti di pausa dalla frenesia lavorativa, in questa calda estate 2014. Una trama leggera, con risvolti inattesi, che fa riflettere, ma senza annoiare. Il libro abbonda nella descrizione dei luoghi e dei paesaggi d’oltralpe che l’autrice ha personalmente e scrupolosamente visitato, per ambientarvi personaggi e situazioni scaturiti dalla sua fantasia. Come non apprezzare poi il piccolo prontuario culinario con succulente ricette e intingoli tipici provenzali o i rimedi dal rapido effetto de La Farmacia letteraria di Jean Perdu, posti entrambiin appendice al romanzo? Il lettore è inoltre agevolato nella localizzazione delle tappe di Perdu e compagni da una piccola mappa geografica all’inizio dell’opera.

     Una piccola libreria a Parigi non è solo il romanzo della tenerezza e della speranza, che verrà presto tradotto in ben 20 Paesi nel mondo; è un’opera che sancisce e sottolinea l’importanza della lettura, un viaggio senza fine, perché i libri offrono eternità e dispiegano le ali della libertà.

Booktrailer: http://youtu.be/UbxDunwgp60

Amanda Bianchi

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Autore dell'articolo: Amanda Bianchi

Amanda Bianchi
Aspirante giornalista pubblicista originaria del Lazio meridionale. Ha conseguito con lode la laurea in Lettere classiche nella Prima Università di Roma, “La Sapienza”, discutendo una tesi in filologia umanistica dal titolo “Leonardo Bruni traduttore dell’orazione De pace di Demostene”. La giovane studiosa è attualmente iscritta, nel medesimo ateneo, al corso di laurea magistrale “Filologia, letterature e storia del mondo antico”. Le traduzioni dal greco in lingua latina nel periodo umanistico costituiscono il principale filone sul quale concentra l’interesse e l’attenzione per il lavoro di tesi magistrale cui attende, convinta che questo ambito di studio sia ad oggi un campo ancora poco battuto, un sentiero poco esplorato, che merita di essere indagato.

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