In libreria (virtuale) c’è “Quando l’amore chiama”, intervista all’autrice

quando l'amore chiamaMila Orlando è una giovane scrittrice, di origine partenopea, al suo debutto letterario con Quando l’amore chiama, il romanzo chick lit edito da Rizzoli nella collana digitale You Feel. La sua favola moderna, ambientata nella caotica Milano, ci rende partecipi della romantica storia d’amore, di cui galeotto è un fortuito scontro in metropolitana, tra la wedding planner Bea e il fotografo di moda Luca. Il racconto, figlio del nostro tempo, è farcito con il realismo della quotidianità e si presta a una lettura leggera, agevole e veloce, del tutto adatta alla stagione estiva. Mila, che nella vita si occupa di marketing e comunicazione, ha fatto dell’attitudine a scrivere, sia essa in forma analogica o digitale, un rifugio, in cui stare in pace con il mondo. “Innamorata delle parole”, cura un blog in cui trasmette tutta la passione per i libri e per la scrittura creativa, un laboratorio di idee, attraverso il quale condivide racconti e personali riflessioni. Dopo un’esperienza come giornalista sulla carta stampata, animata dal dirompente desiderio di dare spazio e voce alla propria inventiva, Mila ha realizzato che quella veste le andava troppo stretta e ha cominciato a collaborare con testate online, trovando nel web la dimensione congeniale al suo modo di sentire. Oggi la giornalista e blogger Mila Orlando ci apre le porte del suo mondo, ci parla un po’ di sé, ci racconta il suo approccio alla scrittura e ci rivela i retroscena, che hanno portato alla stesura di Quando l’amore chiama, l’opera che sancisce il suo esordio come scrittrice.

 

Ciao, Mila, raccontaci un po’ di te. Quando hai cominciato a scrivere e cosa ti ha spinta a farlo?

Ciao e, soprattutto, grazie per questa intervista. Il mio rapporto con la scrittura è iniziato tardi. Ho sempre amato scrivere, ma ho avuto sempre paura di farlo. Ho iniziato solo da qualche anno, prima per lavoro e poi anche per passione. Ho iniziato a scrivere storie perché mi hanno sempre affascinato e poi la scrittura per me è una sorta di toccasana: scrivo e mi dimentico di tutto il resto, anche dei problemi e dello stress.

 

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Sul tuo blog personale ti definisci “innamorata delle parole”, un’espressione che mi ha colpita e che rende perfettamente l’idea dell’amore che nutri per la scrittura. Dunque, come lavori sulle parole, quando ti cimenti nella stesura di un racconto? Qual è la tua personale idea di scrittura creativa?

Sì, è vero sono innamorata delle parole, perché non riesco a stare nemmeno un giorno senza scrivere. Provo a lavorare con le parole esercitandomi molto e leggendo. Osservare come gli altri scrittori lavorano mi affascina e mi aiuta molto a migliorare. Per me la scrittura creativa è un qualcosa che ti porti sempre dietro. Infatti, non è detto che scrivere si fermi all’atto pratico di digitare qualche parola sul PC. Significa anche saper osservare quello che succede intorno e immaginare che storia ci può essere dietro una persona che incontri in metro oppure in un negozio. Questi esercizi aiutano molto a stare in allenamento, anche quando non si sta lavorando a una storia in particolare.

Ci sono autori, classici o contemporanei, che ti hanno guidata nel tuo percorso di scrittrice?

Sono una lettrice onnivora, perché leggo davvero di tutto. A volte lo faccio anche solo per la curiosità di capire come è scritto. Su tutti, il mio autore preferito è Hemingway, di cui ho letto quasi tutto sin dai tempi del liceo. Gli altri autori classici che prediligo sono Calvino e Jane Austen, ma non disdegno Sophie Kinsella o Jojo Moyes, che sono le mie autrici di rifermento del genere chick lit, a cui mi sono ispirata per il mio romanzo.

Da chi o da cosa trai l’ispirazione nel confezionare le storie, che scaturiscono dalla tua fantasia? Quanto c’è della tua vita reale in quello che scrivi e quanto influisce la tua esperienza di giornalista sulla tua scrittura creativa?

Come raccontavo prima cerco sempre di prendere spunto dalla vita reale, anche se non definirei la mia scrittura autobiografica. Sicuramente è realista, nel senso che cerco di raccontare situazioni che potrebbero capitare a chiunque. Mi è capitato, però, di inserire in Quando l’amore chiama un episodio che si è verificato nella realtà, molto ironico e che si sposava perfettamente con la storia della mia protagonista e della sua passione per i libri. La mia esperienza giornalistica è iniziata con la cronaca locale, avevo poco spazio per la creatività. Invece, da quando ho iniziato a scrivere storie, ho sentito l’esigenza di cambiare registro, passando al blogging, e posso dire che è stata la scrittura creativa a influire sul giornalismo, aiutandomi a migliorare anche su questo versante.

Veniamo ora a Quando l’amore chiama, il romanzo che decreta il tuo esordio come scrittrice. Il titolo mi fa venire in mente Quando l’amore chiama, seguilo del poeta libanese Kahlil Gibran. Perché hai intitolato in questo modo il tuo romanzo?

Sì è vero, sono molto simili, ma non oso nemmeno paragonarmi a un mostro sacro come Gibran. Direi che si tratta di una piacevole coincidenza. Quando con la casa editrice (Rizzoli ndr) abbiamo scelto il titolo, abbiamo giocato sull’idea da cui parte tutta la storia, vale a dire lo scambio dei cellulari tra due protagonisti che in questo modo si conoscono. Per tale ragione Quando l’amore chiama in questo caso è proprio figurativo.

Mila Orlando
Mila Orlando

Ti sei avvicinata al grande pubblico attraverso la chick lit. Perché? Cosa ti attrae di questo genere letterario?

Questo genere mi piace perché è ideale per isolarsi qualche ora con una bella storia romantica, che faccia sognare, e questo è stato l’obiettivo del mio libro, sin dall’inizio. La volontà di regalare un momento di spensieratezza con una storia d’amore e una lettura piacevole.

Parlaci della storia tra Bea e Luca. Cosa ti ha ispirato questa moderna favola d’amore?

Bea e Luca si muovono nella vita frenetica di Milano, che è una realtà che conosco bene, avendoci vissuto per lavoro per qualche anno. Le loro storie sono simili a quelle di molte persone impegnate a far carriera e che non si lasciano facilmente distrarre da qualcos’altro. Quando ho iniziato a scrivere, sono partita da una realtà che conoscevo bene e poi man mano ho cercato di elaborare i personaggi secondari e le varie vicende che compongono la trama. Ho passato intere giornate a immaginare questi personaggi, che mi hanno fatto compagnia per tutto il tempo di stesura del romanzo. Ho voluto raccontare una favola moderna, perché spesso siamo molto presi da tante cose che dimentichiamo il significato dell’amore e dell’amicizia. Credo che tutti abbiamo bisogno di sognare un po’ ogni tanto.

 Convinci i nostri lettori a leggerti. Perché consigli Quando l’amore chiama?

Forse indirettamente ho già spiegato perché leggere il mio romanzo: perché è una storia fresca, moderna e romantica. Posso dire che non mancano i colpi di scena e che il finale non è poi così scontato e che c’è anche spazio per farsi qualche bella risata. Sicuramente è ideale come lettura estiva, da consumare in poche ore.

Ti ringrazio per averci fatto scoprire il tuo mondo fatto di parole e ti faccio un grande in bocca al lupo per l’avvenire.

Grazie a voi.

                                                                                                            Amanda Bianchi

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Autore dell'articolo: Amanda Bianchi

Amanda Bianchi
Aspirante giornalista pubblicista originaria del Lazio meridionale. Ha conseguito con lode la laurea in Lettere classiche nella Prima Università di Roma, “La Sapienza”, discutendo una tesi in filologia umanistica dal titolo “Leonardo Bruni traduttore dell’orazione De pace di Demostene”. La giovane studiosa è attualmente iscritta, nel medesimo ateneo, al corso di laurea magistrale “Filologia, letterature e storia del mondo antico”. Le traduzioni dal greco in lingua latina nel periodo umanistico costituiscono il principale filone sul quale concentra l’interesse e l’attenzione per il lavoro di tesi magistrale cui attende, convinta che questo ambito di studio sia ad oggi un campo ancora poco battuto, un sentiero poco esplorato, che merita di essere indagato.

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