Le ragazze di Kabul

Un’infermiera americana volontaria in Afghanistan e una giovane donna che ha perso il marito e la migliore amica per mano dei talebani sono le protagoniste di Le ragazze di Kabul. Il titolo italiano è poco inerente alla trama del romanzo, dato che la capitale afghana viene nominata solo di sfuggita. Molto più calzante il titolo scelto dall’autrice Roberta Gately, Lipstick in Afghanistan, che richiama l’elemento di congiunzione tra le due protagoniste, la passione per il rossetto. Elsa nutre un sentimento umanitario fin dall’adolescenza e, una volta divenuta infermiera, pochi mesi dopo il crollo delle Torri Gemelli, parte volontaria per Bamiyan dove si troverà a dover curare malattie mai sentite prima e a dover soccorrere le vittime di un attentato terroristico. Parween è una ragazza ribelle e coraggiosa. Si oppone senza successo a un matrimonio combinato ma, una volta sposata, troverà in suo marito un fedele compagno dalle idee progressiste. L’uomo le insegnerà a leggere e scrivere ma ben presto verrà giustiziato dai talebani. La perdita del marito accenderà l’odio di Parween e la sua sete di vendetta, che la porterà fino all’estremo sacrificio di sé. In mezzo, una storia di amicizia che travalica le distanze linguistiche e culturali. Ad accomunare Elsa e Parween ci sarà non solo la passione per il rossetto, ma anche il sorgere di un sentimento reciproco che porterà le due donne a sostenersi ed aiutarsi nei momenti più difficili. Elsa salverà la vita a molti derelitti, soprattutto ragazze vittime della crudeltà del regime. Parween, nel tentativo di realizzare il suo sogno di diventare insegnante, si batterà strenuamente contro i talebani. Riuscirà ad ucciderne più di uno ma il prezzo sarà altissimo. A fare da contorno alle avventure delle protagoniste, anche tante storie d’amore nate tra le rovine dell’Afghanistan.

Gli ingredienti per rendere il romanzo appassionate e vero ci sono tutti. L’autrice parte da un’esperienza autobiografica, essendo stata essa stessa infermiera volontaria a Bamiyan, e da una leggenda che si narra in quei territori e che racconta di una donna coraggiosa che percorre l’Afghanistan a cavallo per combattere i talebani. Non solo amicizia e amore, ma anche riferimenti storici, come la distruzione dei Buddha che proteggono la città di Bamiyan, la denuncia contro le stragi perpetrate dai talebani e la loro crudeltà verso le donne, il coraggio degli afghani pronti a ribellarsi agli oppressori. L’autrice racconta in maniera semplice uno spaccato di Afghanistan prima e dopo l’invasione, non solo i grandi avvenimenti storici ma la quotidianità della vita e le tradizioni di un mondo tanto autentico quanto distante dal nostro.

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Autore dell'articolo: Piera Vincenti

Piera Vincenti è giornalista e copywriter. Si occupa di comunicazione aziendale e pubblica e collabora alla realizzazione di siti web. Laureata in Sociologia, ha conseguito la laurea specialistica nel 2010 dopo aver ottenuto la laurea triennale in Scienze della Comunicazione.

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