L’apartheid, dall’ascesa alla caduta

apartheid«E’ arrivato il momento di festeggiare, i sudafricani si uniscano insieme per celebrare la nascita della democrazia». Queste le parole che Nelson Mandela pronunciò nel 1994, quando fu eletto presidente del Sudafrica. Mandela è il simbolo della lotta all’apartheid, perché in nome della libertà del suo popolo rimase in carcere per 26 anni. Ma la sua mente resto integra e il suo cuore sano. Per la fine dell’apartheid, il grande statista era pronto a morire: affinché i bianchi non considerassero i neri una specie diversa ma concittadini con i loro stessi diritti. I momenti salienti della lotta all’apartheid, ma anche le vicissitudini di chi era costretto a vivere nell’emarginazione, sono al centro di una mostra itinerante che è stata inaugurata oggi a Milano e che sarà aperta al pubblico da domani, 9 luglio 2013, sino al 15 settembre 2013, presso il Padiglione d’Arte Contemporanea. La rassegna – ideata dall’ ICP International Center of Photography di New York – raccoglie il lavoro di 70 fotografi, artisti e registi che analizzano l’eredità dell’Apartheid e i suoi effetti sulla vita quotidiana in Sud Africa attraverso diversi registri: dal saggio fotografico al reportage, dall’analisi sociale al fotogiornalismo e all’arte.

«Anche ora che il Sudafrica è un Paese libero dall’Apartheid, questa mostra indigna e commuove – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Filippo Del Corno –. Storia e bellezza, figure e arte si intrecciano in questa ‘esperienza espositiva’ che ci consegna esempi di ingiustizie, dolore e sopraffazione, ma anche di gloria, battaglie vinte e grandi successi, estratti dalle esperienze della vita quotidiana. Racconti che emergono dalle immagini catturate da fotografi straordinari, quasi tutti sudafricani, in oltre sessant’anni di vita del loro Paese».

sudafricaIl percorso espositivo dal titolo “Rise and fall of apartheid” – racchiude il meglio di sessant’anni di produzione illustrata e fotografica che è ormai parte della memoria storica e della moderna identità sudafricana. Fotografie, opere d’arte, film, video, documenti, poster e periodici, molti dei quali raramente esposti insieme, documentano la storia di uno dei periodi storici più importanti del ventesimo secolo, le sue conseguenze tuttora durature sulla società sudafricana e l’importanza del ruolo di Nelson Mandela. Oltre al lavoro dei membri del Drum Magazine negli anni ’50, dell’Afrapix Collective degli anni ’80 e ai reportage del famoso Bang Bang Club, saranno esposte anche eccezionali opere di fotografi sudafricani all’avanguardia quali Leon Levson, Eli Weinberg, David Goldblatt, Peter Magubane, Alf Khumalo, Jurgen Schadeberg, Sam Nzima, Ernest Cole, George Hallet, Omar Badsha, Gideon Mendel, Paul Weinberg, Kevin Carter, Joao Silva e Greg Marinovich. In mostra anche le opere di una nuova generazione di fotografi sudafricani, tra cui Sabelo Mlangeni e Thabiso Sekgale, che esplorano le conseguenze che ancora oggi l’apartheid produce nel paese. Insieme a loro anche artisti contemporanei quali Adrian Piper, Sue Williamson, Jo Ractliffe, Jane Alexander, Santu Mofokeng, Guy Tillim, Hans Haacke e un video che raccoglie 10 animazioni di William Kentridge per un totale di quasi un’ora di proiezione.

L’evento è è promosso e prodotto da Comune di Milano – Cultura , PAC e CIVITA con il sostegno di TOD’S ed è curato da Okwui Enwezor, in passato adjunct curator all’ICP e oggi direttore della Haus der Kunst di Monaco, dove la mostra è approdata in primavera dopo il grande successo americano.

Info aggiuntive

RISE AND FALL OF APARTHEID

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PHOTOGRAPHY AND THE BUREAUCRACY OF EVERYDAY LIFE

9 luglio – 15 settembre 2013

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea

Via Palestro 14, Milano

 

ORARI

martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica 9.30 – 19.30

giovedì 9.30 – 22.30

lunedì chiuso

 

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Autore dell'articolo: Redazione

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