LA VERA STORIA DEL CABARET

Da sempre gli esseri umani amano bere e divertirsi. E dunque amano il cabaret perché si ride e si beve, non necessariamente in quest’ordine. Ma qual è la vera natura del cabaret, un’etichetta che a volte viene usata a sproposito? È un tipo di locale o un genere di spettacolo? È solo un sottoprodotto del comico oppure ha maggiori ambizioni? E quali sono le sue caratteristiche, che lo distinguono da altre forme di spettacolo?

La vera storia del cabaret ripercorre le tappe di questo genere, alla ricerca del segreto di un fenomeno che attraversa con successo epoche e paesi, sempre diverso ma sempre fedele a sé stesso. Gli inizi sono ovviamente un po’ vaghi: nessuno si è segnato sul calendario il giorno esatto della scoperta del vino o della birra, visto che erano tutti troppo ubriachi per pensarci. Dopo le tabernae vinariae romane e le hostarie medievali, le botteghe del caffè veneziane e i pleasure gardens londinesi, il secondo punto di partenza è invece noto e squisitamente parigino: è lo Chat Noir, il papà di tutti i cabaret. Da lì la formula investe l’intera Europa, Italia compresa.

Perché l’Italia è un caso particolare. Da noi il cabaret ha ascendenze illustri, dalla scapigliatura ai futuristi. Ci sono concorrenti che hanno creato qualche confusione, dall’avanspettacolo al varietà, fino a certe degenerazioni della comicità televisiva. E poi ha diverse declinazioni geografiche, da Napoli a Genova, da Milano a Roma, le varie capitali del cabaret all’Italiana. Giangilberto Monti e Flavio Oreglio da sempre riflettono sul loro lavoro, studiandone i meccanismi e l’evoluzione. In una ricchissima cavalcata, ci fanno incontrare personaggi che dalla storia sono entrati nel mito e rievocano aneddoti che sono passati dalla cronaca alla leggenda. Il libro sarà presentato lunedì 12 novembre, alle 18, a Roma, presso la Feltrinelli Libri e Musica, di piazza Colonna 31/35. Con gli autori intervengono Lino Patruno e Franca Valeri.

GLI AUTORI

Giangilberto Monti, autore e interprete, ha all’attivo oltre dieci album come cantautore. Ha recitato con Dario Fo, di cui ha messo in scena il repertorio musicale, tradotto e cantato in italiano brani di Boris Vian, Léo Ferré e Serge Gainsbourg, ideato e condotto programmi per la Radio Svizzera, raccontato la vita degli chansonniers più ribelli in Maledetti Francesi (NdA, 2010), scritto per diversi comici dello Zelig. Con Garzanti ha pubblicato il Dizionario dei cantautori (2003, n.e. 2005, con Veronica Di Pietro) e il Dizionario dei comici e del cabaret (2008).

Flavio Oreglio, biologo, cantautore e scrittore, cultore del teatro-canzone, ha incontrato il grande pubblico nella trasmissione televisiva Zelig. Autore delle trilogie multimediali Ridendo e sferzando (1985-2000), Il momento è catartico (2000-2005) e Siamo una massa di ignoranti. Parliamone (2006-2010), da oltre un decennio coordina il progetto Musicomedians, per il quale ha ideato e diretto artisticamente sei edizioni del festival Percorsi d’autore e realizzato un Centro Studi e un Archivio dedicati alla storia del cabaret. Dal 2011 ha dato vita al nuovo percorso Storia curiosa della scienza (Salani).

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