La storia del libro in mostra al Colosseo: la Biblioteca Infinita

La Biblioteca
©beniculturali.it

I monumentali ambulacri dell’Anfiteatro Flavio, ben più noto in tutto il mondo come Colosseo, dal 14 marzo sono diventati il suggestivo scenario di un’esposizione, che consentirà al visitatore di ripercorrere la storia, la diffusione e l’evoluzione del libro e della lettura dall’età ellenistica al tardo antico.

Gli enti promotori de La biblioteca infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico – questo il nome della rassegna, organizzata in collaborazione con Electa – sono la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Fino al 5 ottobre sarà possibile riscoprire, attraverso sette sezioni, a cura di Rossella Rea e Roberto Meneghini, gli spazi e i modi della conoscenza nel mondo antico greco-romano, i luoghi pubblici e privati in cui si era soliti scambiare e custodire il sapere.

Due importanti scavi archeologici, condotti nella capitale, costituiscono il cuore propulsore della mostra: nel 2008 gli scavi preventivi alla costruzione della linea C della Metropolitana hanno restituito gli auditoria di Adriano, a piazza Madonna di Loreto; inoltre le indagini archeologiche, che continuano a essere eseguite nel Templum Pacis (fatto erigere dall’imperatore Vespasiano), lungo via dei Fori Imperiali, hanno riportato alla luce meravigliosi reperti, oggi in esposizione al Colosseo.

Lo spazio espositivo, che si compone di 120 esemplari (affreschi, rilievi, statue, strumenti e supporti di scrittura), guiderà il visitatore attraverso la ricostruzione del processo evolutivo di cui è stato protagonista il libro nel tempo, prestando attenzione anche alle sue caratteristiche legate allo sviluppo della lettura. La storia degli auditoria adrianei, una serie di sale destinate all’ascolto di pubbliche letture, e del Templum Pacis, che ospitava al suo interno una celebre biblioteca e auditori (per conferenze, letture pubbliche e insegnamento), concluderà il percorso antico della mostra, mettendo in rilievo le differenze tra le biblioteche ellenistiche e quelle romane ed evidenziandone le rispettive peculiarità.

Per info: www.coopculture.it; tel. +39.06.39967700

Amanda Bianchi

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Autore dell'articolo: Amanda Bianchi

Amanda Bianchi
Aspirante giornalista pubblicista originaria del Lazio meridionale. Ha conseguito con lode la laurea in Lettere classiche nella Prima Università di Roma, “La Sapienza”, discutendo una tesi in filologia umanistica dal titolo “Leonardo Bruni traduttore dell’orazione De pace di Demostene”. La giovane studiosa è attualmente iscritta, nel medesimo ateneo, al corso di laurea magistrale “Filologia, letterature e storia del mondo antico”. Le traduzioni dal greco in lingua latina nel periodo umanistico costituiscono il principale filone sul quale concentra l’interesse e l’attenzione per il lavoro di tesi magistrale cui attende, convinta che questo ambito di studio sia ad oggi un campo ancora poco battuto, un sentiero poco esplorato, che merita di essere indagato.

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