La Parete lavica di Giacomo Montanaro
3 aprile 2013
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La Parete lavica di Giacomo Montanaro

Parete Lavica 2008 acidi a graffi su carta fotografica 280x360 cm

Parete Lavica 2008 acidi a graffi su carta fotografica 280×360 cm

“Parete Lavica” è una mostra dell’artista Giacomo Montanaro, che è stata allestita al MAV, strutture museale all’avanguardia di Ercolano (Napoli).

La mostra nelle parole del curatore – L’esposizione, che è stata inaugurata lo scorso 23 marzo e si chiuderà il 6 aprile 2013, compre dieci opere grafiche ed una istallazione. Il percorso espositivo è a cura di Giovanni Cardone che spiega il senso dell’iniziative: «L’autore porta al perfezionamento l’Action-Painting ovvero: pittura d’azione, pittura gestuale, traslata però su un piano più decisamente figurativo. È una pittura dal gesto libero, estemporaneo, nella quale tutto il corpo dell’artista viene coinvolto durante la realizzazione, usando una tecnica inconsueta. L’esecuzione è affidata non solo alla gestualità del braccio, ma è una vera e propria azione scenica, dove l’arte si unisce alla drammatizzazione del corpo dell’artista che, con spruzzi di acido, lascia fluire la forma, non sulla “tela” ma sulla carta fotografica, dove le forme si affastellano in maniera caotica. Con l’uso contemporaneo di precisione ed istinto, l’artista da vita a forme visive che esprimono pienamente l’atto fisico con cui sono create». Il curatore precisa inoltre: «La magia diventa unica durante le performance, quando anche lo spettatore è fisicamente coinvolto nell’esecuzione dell’opera e vede qualcosa che gli appartiene, seppure entro uno spazio-tempo limitato: è l’ingresso osmotico in un’Arte Nuova. All’occhio dello spettatore profano sembra un intreccio irrazionale ed informale, frutto di un lavoro mentale e gestuale. L’artista tende sempre a celare il proprio inconscio, nascondendolo nelle opere che esegue; ma assistere ad una performance di Giacomo Montanaro è quasi guardare il suo spirito che si contorce, riuscendo a coinvolgere anche i sensi di chi lo osserva operare: ma, pur coinvolgendo, in quel momento l’arte diventa espressione di un soggettivismo esasperato, dove la carta fotografica diventa il tramite fra materia e i desideri inespressi dell’artista».

 La mostra è stata allestita presso il Mav – Museo Archeologico Virtuale, in collaborazione con l’Istituto d’Arte e Cultura Vesuviana, la Galleria “Il ritrovo di Rob Shazar” e con la partecipazione della Pro Loco di Torre del Greco.

 

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