“La Grande Avventura” del National Geographic in mostra a Roma

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@ National Geographic – Joseph Rock, Choni, Tibet 1926

Centoventicinque fotografie per raccontare gli altrettanti anni della National Geographic Society e i 15 di National Geographic Italia. Una grande mostra visitabile da oggi, sabato 28 settembre, e sino al 2 marzo 2014 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, attraverso la quale ripercorrere la lunga storia di uno dei magazine più famosi del mondo. Grandi spedizioni e scoperte, luoghi esotici, immagini di volti, popoli, culture, animali e paesaggi sono i protagonisti, quindi, de “La Grande Avventura”, un’esposizione che accanto alle celebri fotografie firmate National Geographic accoglie maxi copertine dalla storica cornice gialla e presentazioni multimediali, in un continuo viaggio alla scoperta del nostro pianeta. «La mostra – spiega il curatore Guglielmo Pepe – è diversa dalle cinque precedenti, perché non è soltanto di immagini: è più un’esposizione fotografico-storica, che farà partecipare i visitatori a un “viaggio” iniziato 125 anni fa a Washington, e continuato in tanti paesi di ogni continente».

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@ National Geographic – Spedizione al Polo Nord 1909, Fotografia di Robert E. Peary

Attraverso un percorso narrativo fatto di 125 scatti, pannelli espositivi, cover della rivista, schermi televisivi e touch screen interattivi si potrà quindi comprendere il perché di una storia, quella della National Geographic, che può davvero definirsi una “grande avventura”, affiancata anche da «un’avventura – precisa il curatore – più breve, comunque significativa: i 15 anni dell’edizione italiana della rivista. Perciò – continua – più che un catalogo, quello che avete tra le mani somiglia a un libro di storia: con immagini e parole focalizza momenti salienti, tappe importanti, volti significativi, protagonisti umani e animali». Ed è così che in mostra si susseguono uno scatto per ogni anno di storia della rivista, a partire da quel 1888 in cui un gruppo di 33 uomini si riunirono presso il Cosmos Club di Washington per dare il via a un progetto ambizioso e fantastico: raccontare la Terra. C’è, ad esempio, la sposa zulu a seno nudo e apparsa sul numero di novembre del 1896; c’è, ed è di pochi anni successivi, la spedizione al Polo Nord del 1909; e poi ancora la prua del Titanic che si staglia nel buio degli abissi, le fotografie del Giappone colorate a mano e fornite alla rivista già dall’inizio del Novecento e, infine, anche l’orso kermode, immortalato in Canada nel 2011 da Paul Nicklen.

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@ National Geographic – Eliza Scidmore, Giappone, 1900 ca.

Un mondo intero, quindi, raccontato in più di un secolo di appassionato lavoro di scoperta, di ricerca e di approfondimento, cui si aggiunge una missione difficile ma sempre più sentita: proteggere il nostro bel pianeta. «Noi – spiega Pepe – siamo gli esseri più intelligenti del Pianeta, però non i migliori. Dobbiamo avere maggior rispetto nei confronti degli altri esseri viventi, perché il destino di Madre Terra è in primo luogo nelle nostre mani. Non ci è permesso di ignorare, o fingere di ignorare, che non siamo i padroni. Ricordiamoci che il patrimonio che abbiamo a disposizione non è inesauribile. Dunque se dopo la mostra vedrete con occhi diversi, più empatici, più comprensivi, tutte le specie viventi, sarà missione compiuta. E vorrà dire che la speranza di avere un mondo migliore è – conclude – ancora viva».

 Scheda tecnica della mostra:

28 settembre 2013 – 2 marzo 2014

Palazzo delle Esposizioni, Roma

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Orari: martedì, mercoledì, giovedì 10.00 – 20.00, venerdì e sabato 10.00 – 22.30, domenica 10.00 – 20.00

Biglietti: intero 7,50 euro, ridotto 6 euro, scuole 4 euro

Info: www.palazzoesposizioni.it, www.nationalgeographic.it

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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