La città di Roma raccontata da 34 migranti

Fotografia di Celine Cougole, Francia e Nazzareno Falcone/Officine Fotografiche Roma
Fotografia di Celine Cougole, Francia e Nazzareno Falcone/Officine Fotografiche Roma

Qual è un luogo di Roma che non dimenticherai mai e che porterai con te anche se dovessi andare a vivere altrove? È a partire da questa domanda che trentraquattro migranti oggi stanziati nella capitale hanno preso parte a un progetto che, grazie alla presenza di dodici fotografi, ha permesso loro di raccontare ciò che amano della città in cui vivono attualmente. Si tratta di “Rhome – Sguardi e memorie migranti”, una mostra che è stata inaugurata ieri, mercoledì 12 febbraio, e che sino al 30 marzo sarà ospitata all’interno del Museo di Roma Palazzo Braschi. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica e dalla Sovrintendenza Capitolina, l’esposizione ha potuto contare sull’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e ha come obiettivo quello di raccontare storie di donne e uomini provenienti da paesi diversi e che a Roma si sono, almeno per il momento, fermati.

Fotografia di Shammi Perera, Sri Lanka e Marco Santi/Officine Fotografiche Roma
Fotografia di Shammi Perera, Sri Lanka e Marco Santi/Officine Fotografiche Roma

Una riflessione, quindi, su quegli aspetti della capitale che i partecipanti al progetto porterebbero con sé se un giorno dovessero partire nuovamente e che intende contribuire al complesso lavoro di prevenzione e contrasto di qualsiasi forma di discriminazione razziale. Ed è così che ogni migrante che ha preso parte al progetto è stato accompagnato da un fotografo nel luogo che più di tutti può descrivere la sua idea di Roma, il suo personale modo di vederla, di viverla. In mostra, quindi, scatti che ritraggono Piazza Venezia, Piazza del Popolo o la Fontana di Trevi, e poi ancora la metropolitana, il Pantheon e il Colosseo, tutti corredati dalla descrizione di cosa quel luogo rappresenti per il migrante che l’ha scelto.

Fotografia di Bahar Abdalla, Sudan e Gaetano Di Filippo/Officine Fotografiche Roma
Fotografia di Bahar Abdalla, Sudan e Gaetano Di Filippo/Officine Fotografiche Roma

I PARTECIPANTI – Sono trentaquattro e in questo progetto si fanno portavoce di una comunità che a Roma ha superato le 352 mila persone di età media di trentasette anni. Trentaquattro, quindi, che sono giunti in Italia da paesi diversi tra loro e che rappresentano, nel mosaico multiculturale che si sta sempre più delineando, ben 27 nazionalità differenti. Albania, Afghanistan, Bangladesh, Brasile, Camerun, Cile, Cina, Ecuador, Egitto, Eritrea, Filippine, Francia, Grecia, India, Inghilterra, Kurdistan, Moldavia, Nigeria, Polonia, Perù, Romania, Russia, Serbia, Sri Lanka, Stati Uniti, Sudan e Ucraina. Questi, nel dettaglio, i paesi da cui provengono i partecipanti alla mostra.

Scheda tecnica della mostra:

fino al 30 marzo 2014

Museo di Roma Palazzo Braschi

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Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 20, chiuso il lunedì
Ingresso libero

Info: www.museodiroma.it, www.zetema.it

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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