LA BELLA DI BUENOS AIRES

A dieci anni dalla sua scomparsa, torna Manuel Vázquez Montalbán con uno strepitoso romanzo inedito della serie Carvalho, pubblicato da Feltrinelli e in uscita il prossimo 9 gennaio 2013, La bella di Buenos Aires (pp. 160, Euro 10,00). Un ragazza bonaerense bellissima, destinata a diventare l’Emmanuelle argentina, fugge in Spagna inseguita dai militari. Anni dopo, il cadavere di una barbona assassinata viene ritrovato a Barcellona. Carvalho insieme con Biscuter, ormai diventato suo socio, dovrà chiarire una serie di misteri che coinvolgono dal giudice Garzon, all’ispettore-semiologo Lifante, a tutta una serie di emarginati e a un nucleo di alleanze segrete tra diversi Stati. La Barcellona crepuscolare del Barrio Chino sta ormai diventando la città del design mentre, un po’ dappertutto, nuovi cadaveri spuntano come funghi avvelenati. E, sempre presente, il tango. Carvalho riassume, tra un libro bruciato nel caminetto e una nuova ricetta di cucina, avendo ormai scoperto l’intera trama del Male: “Chi è l’assassino? La Storia, la guerra sporca. Il passato. Il passato è il luogo dove si trovano le cause, vale a dire, i colpevoli. Vogliono un mondo senza colpevoli e quando questo diventa impossibile, quando il passato risuscita la colpa, i colpevoli uccidono di nuovo, ridiventano quello che erano sempre stati. Assassini”.

L’AUTORE – Che abbia scritto romanzi gialli o poesie, storie di più dichiarata vocazione sociale o manuali gastronomici, racconti del terrore o guide turistico-intellettuali, pamphlet o articoli di giornale, Manuel Vázquez Montalbán – catalano nato a Barcellona nel 1939, di famiglia operaia e comunista, incarcerato sotto Franco – ha raccontato un’unica grande storia: quella di una generazione che osserva la nuova Spagna con occhi ironici e disincantati, sospesa tra pessimismo e inguaribile gioia di vivere. Autore prolifico ed estremamente versatile, Montalbán deve la sua fama all’invenzione di Pepe Carvalho, il detective che fa da protagonista ai suoi romanzi gialli. Sorta di Marlowe mediterraneo, ex militante comunista, ex agente della Cia, gastronomo raffinato, intellettuale deluso che ha il vezzo di incenerire i libri nel caminetto – anche d’estate – Carvalho diviene il prototipo dell’antieroe, rivelandoci attraverso la sua malinconica ironia e il suo malcelato affetto, che ci troviamo irrimediabilmente condannati a vivere nel regno dell’ambiguo e della relatività. Originariamente impegnato nell’attività giornalistica come redattore capo e opinionista di politica internazionale di due importanti riviste spagnole – Siglo 20 e Triunfo – dal 1984 Montalbán ha collaborato con “El País”. La sua vocazione all’attualità politica e sociale non è mai venuta meno, riproponendosi come la costante della sua produzione, anche quella apparentemente più svagata. Manuel Vazquez Montalbán è morto per un infarto che lo ha colto all’aeroporto di Bangkok, mentre proveniva dall’Australia, il 17 ottobre 2003.

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