5 novembre 2012
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LA BATTAGLIA DI SAN ROMANO TORNA AGLI UFFIZI

Battaglia di San Romano

Torna al suo posto, nella Sala 7 della Galleria degli Uffizi dedicata al Primo Rinascimento, la tavola di Paolo Uccello con la Battaglia di San Romano, dopo aver preso parte alla mostra “Bagliori dorati” appena chiusa. Qui si trovava disposta al termine del percorso e durante i quattro mesi e mezzo di esposizione è stata ammirata da quasi 700mila visitatori degli Uffizi; invece da domani ritroverà la sua originale collocazione che aveva lasciato nell’agosto del 2008 per essere avviata a un lungo quanto delicato restauro, finanziato dello sponsor giapponese Yomiuri Shimbun. L’intervento, che ha visto protagonista la restauratrice Muriel Vervat sotto la direzione di Cristina Acidini, Antonio Natai e Angelo Tartuferi ha riportato alla massima possibile visibilità la pittura originale che, nonostante i danni subiti in passato, ha ripreso profondità di campo, vivezza nel paesaggio, nitore e splendore nelle schiere di cavalli e cavalieri in primo piano.

Come scrive la soprintendente Cristina Acidini, «Si è spesso paragonata la Battaglia di Paolo Uccello a una tarsia di forme nette e di colori puri, dall’effetto metafisico e addirittura onirico. Ma, visto da vicino, il quadro mostra l’impegno del pittore nel suggerire la naturalezza della scena: dal ruvido pelame dei cavalli, ai chiaroscuri delle armature una volta lucenti d’argento, al fremito delle mèssi nei campi coltivati sullo sfondo. Il sangue cola da ferite invisibili dentro le armature, sgorga dalle viscere dei cavalli abbattuti, si raggruma al suolo. Si sente il frastuono dei ferri che si scontrano, tra grida e nitriti, tra odore di polvere e di paura, in un memoriale perenne dell’orrore e della gloria della guerra».

Dal canto suo il direttore della Galleria, Antonio Natali, dichiara: «Solo la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello poteva così liricamente chiudere la mostra degli Uffizi sul Gotico Internazionale, proprio per com’era impostata. Il concetto sotteso all’esposizione verteva infatti sull’assunto che anche gli splendidi prolungamenti del gotico rappresentassero una via dell’Umanesimo e non un attardamento linguistico. E la Battaglia di San Romano – specie dopo il restauro – si offre al visitatore come sintesi mirabile della complessità intellettuale e spirituale d’una speciale stagione dell’arte fiorentina, quando rigore matematico e sperticate fantasie convissero; intersecandosi talora».

La vera battaglia tra i Fiorentini e i Senesi, alleati con i Milanesi, ebbe luogo nel 1432. Paolo Uccello, il grande pittore appassionato della prospettiva, la rappresentò pochi anni dopo (1438) per Lionardo Bartolini Salimbeni, che aveva partecipato allo scontro presso la Torre di San Romano, dividendola in tre episodi. Le tre tavole furono poi acquistate nel 1484 da Lorenzo il Magnifico (esercitando pressioni sugli eredi di Lionardo, Damiano e Andrea) e adattate, con tagli e alterazioni, alla sua camera estiva nel palazzo di via Larga, oggi Medici Riccardi. Due delle tre tavole, vendute in seguito, si trovano oggi alla National Gallery di Londra e al Louvre di Parigi: Quella rimasta agli Uffizi rappresenta il disarcionamento del capitano dei Senesi, Bernardino Ubaldini della Ciarda, ed è firmata PAVLI VGIELI OPVS, su uno scudo in basso a sinistra.

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