Kandinsky a Milano: a Palazzo Reale più di 80 capolavori

Gelb‐Rot‐Blau (Giallo‐Rosso‐Blu) 1925 Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Philippe Migeat / Dist. RMN‐GP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013

Un grande viaggio alla scoperta dell’arte e della vita di Vassily Kandinsky, pioniere dell’astrattismo. Si apre oggi, martedì 17 dicembre, a Milano “VASSILY KANDINSKY. La collezione del Centre Pompidou”, l’attesa antologica dedicata proprio all’artista russo: più di ottanta opere che saranno ammirabili sino al 27 aprile 2014 all’intero delle sale di Palazzo Reale . Promossa e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Palazzo Reale, il Centre Pompidou di Parigi, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, l’esposizione è curata da Angela Lampe, storica dell’arte e conservatrice del Centre Pompidou di Parigi.

3G08344LA MOSTRA – Non soltanto un percorso alla scoperta delle opere di Kandinsky, ma anche l’occasione per conoscere più da vicino l’artista, la sua maturazione, l’evoluzione della sua arte. Questo, nel dettaglio, l’intento della grande mostra milanese. «Per tutti Kandinsky è il creatore dell’astrattismo e molto popolari sono le immagini dei suoi quadri – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno – Non tutti, però, conoscono la strada che questo artista ha percorso per creare una nuova poetica. Il suo cammino di artista si snoda attraverso il tempo, i viaggi, la guerre a un’arte capace di vibrare grazie ai colori, alla loro forza, alle loro variazioni e relazioni. Un’articolazione armonica – aggiunge – che richiama quella della musica, che Kandinsky conosceva bene e che apprezzava molto, soprattutto quella degli autori a lui contemporanei: i quadri della sua maturità sono infatti un rimando continuo di luce e di suoni, muti ma vivi, interrotti da segni grafici che sembrano pause e note sul pentagramma».

3G08739LE SEZIONI – La visita si articola, quindi, in diverse sezioni, ognuna delle quali ripropone un periodo particolare della vita dell’artista, dagli esordi in Germania agli anni russi e, in seguito, francesi. Si parte, quindi, con la sala dedicata alle pitture parietali, opere realizzate nel 1977 dal pittore restauratore Jean Vidal per riproporre fedelmente cinque tempere originali eseguite da Kandinsky per decorare un salone della mostra berlinese Juryfreie Kunstausstellung. In seguito si passa attraverso quattro sezioni, a partire dalla fase di Monaco, città in cui Kandinsky  si trasferisce nel 1896 con l’intento di studiare pittura. È proprio nella città bavarese che l’artista russo scrive “Dello spirituale nell’arte”, saggio all’interno del quale vengono tratteggiate le basi teoriche di ciò che sta sperimentando, del rapporto tra forma e colore e tra colore e suono. Insieme all’amico Franz Marc si dedica, quindi, al progetto del Cavaliere Azzurro, che presto sfocerà in due mostre e nell’Almanacco del Cavaliere azzurro, «dove musica e arti visive – spiegano i promotori dell’evento milanese – si intrecciano strettamente e si valorizza il ruolo delle arti popolari e “primitive” in funzione di un rinnovamento radicale della pittura». In seguito si passa alla fase russa: all’indomani dello scoppio della Prima guerra mondiale, Kandinsky rientra a Mosca e in seguito alla Rivoluzione d’Ottobre viene coinvolto dai rivoluzionari nelle nuove istituzioni culturali. «Assorbito dagli incarichi istituzionali – riprendono – dipinge poco, ribadendo la sua scelta definitiva per l’astrazione», che nel 1921 lo porta a tornare in Germania. 3G08749Sono gli anni, questi, del Bauhaus: invitato da Walter Gropius a insegnare all’interno della prestigiosa scuola di architettura e arte, nel 1922 realizza con i suoi studenti la decorazione per l’atrio della Juryfreie di Berlino. Ma la Storia lo porta presto a lasciare ancora una volta la Germania: imposta la chiusura del Bauhaus dai nazisti, Kandinsky emigra nuovamente: è la volta di Parigi.  Quarta e ultima sezione della mostra, quindi, la fase parigina, ossia quella che va dal 1933 al 1944. Una fase, questa, in cui l’artista russo si trova, forse anche per via dell’influsso degli amici surrealisti Jean Arp e Joan Miró, a moltiplicare le forme biomorfe: amebe, creature degli abissi, embrioni, insetti. «Un microcosmo – concludono i promotori – in cui Kandinsky si immerge anche per fuggire l’angoscia della guerra», di cui non farà in tempo a vedere l’epilogo: morirà, infatti, il 13 dicembre 1944.

Scheda tecnica della mostra:

Fino al 27 aprile 2014

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Palazzo Reale, Milano

Orari: Lun 14.30 – 19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 9.30 – 19.30 | Gio, Sab 9.30 – 22.30

Biglietti: intero €11,00, ridotto €9,50, ridotto speciale € 5,50 (audioguida inclusa nel biglietto)

Info: www.kandinskymilano.it

Valentina Sala

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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