30 gennaio 2013
Redazione (4056 articles)
Share

IO VI MALEDICO

IN LIBRERIA

«Io vi maledico» c’è scritto sulla lapide di marmo che un operaio dell’Ilva di Taranto ha voluto mettere per strada, sotto casa sua. E «Io vi maledico», dice la figlia dell’imprenditore che si è ucciso strozzato dall’usura bancaria. Sono due delle storie che compongono il ritratto corale di un Paese disorientato, in cui rabbia e frustrazione possono trasformarsi in malattia sociale o in vento di cambiamento.

Io vi maledico (Einaudi, pp. 186, Euro 16,00) è il titolo del nuovo romanzo di Concita De Gregorio uscito ieri, 29 gennaio 2013, in tutte le librerie. Si tratta di una raccolta di vicende, ventiquattro monologhi che restituiscono la voce a chi di questa rabbia fa esperienza quotidiana. C’è il ragazzo sardo che voleva partecipare a X Factor , non l’hanno preso ed è tornato in miniera. C’è Michele, 4 anni, che ha fatto il test per misurare la rabbia e doveva prendere delle medicine, ma sua madre ha deciso di no. La fatica dei genitori, la sazietà disillusa dei figli. Emanuela che ha scritto due volte a Marchionne e che sa – glielo ha spiegato suo padre – cosa significa «comportarsi da uomo». C’è Milagros che racconta che gli indignados sono orfani delle carte di credito e figli degli sfratti. C’è la rabbia degli adolescenti, cui i professori non sanno dare risposte. Ci sono cinque donne sindaco del Sud, dove le teste di maiale non son maschere da indossare alle feste. E c’è Atesia, dove le donne del call center rispondono la notte ai maniaci per non perdere 80 centesimi lordi. Un ritratto scritto con parole dure come la pietra. O come la verità. Unico antidoto alla rabbia di chi è stanco di non essere ascoltato.

Concita De Gregorio scolpisce un ritratto durissimo e vero del paese che siamo. Perché la nostra rabbia gracile, la nostra rabbia di protesta che a volte distrugge, ma mai costruisce, possa magari trasformarsi in indignazione, la «rabbia giusta» da cui nasce ogni vento di cambiamento, ogni conquista della Storia.

Tags editoria
Redazione

Redazione

Impaginazione, revisione, scrittura e pubblicazione sono a cura della redazione che decide cosa pubblicare e cosa non pubblicare, secondo la linea editoriale tracciata dal direttore! Sede operativa redazione: via Angelo Antonio Minichiello, 83035 Grottaminarda (Avellino) info@culturaeculture.it - Tel. 0825 426543

Commenti

Ancora nessun commento. Puoi essere il primo a commentare!

Scrivi un commento

Solo gli utenti registrati possono commentare.