Impressionisti: a Pavia la mostra dedicata a Pissarro

pissarro2Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia proseguono con il loro ciclo di mostre incentrate sugli Impressionisti. Dopo nomi di punta come Degas, Renoir e, infine, Monet, questa volta toccherà a Camille Pissarro, altro grande esponente della pittura impressionista. Una personale che si intitola “Camille Pissarro, l’anima dell’Impressionismo” e sarà visitabile dal 21 febbraio al 2 giungo 2014.

Ideata, prodotta e organizzata da Alef – cultural project management, la mostra raccoglie una selezione di opere prestate da prestigiose istituzioni museali di tutto il mondo, tra cui il Thyssen Bornemisza Museum di Madrid, il Brooklyn Museum di New York, la Johannesburg Art Gallery e la National gallery of Denmark di Copenaghen. Un percorso espositivo, quello pavese, che intende non soltanto mostrare l’arte di Pissarro, ma anche l’uomo che si cela dietro le opere: esattamente come per la mostra di Monet, anche questa volta l’intento è quello di rendere più comprensibili le tappe dell’evoluzione sia artistica che umana del pittore, cui sarà affidato il compito di guidare i visitatori attraverso un racconto in prima persona.  Liberamente ispirato al libro “Vortici di Gloria. Il romanzo degli impressionisti” di Irving Stone, volume che ricostruisce le vicende dei principali rappresentanti dell’Impressionismo, il racconto proposto dalla mostra saprà fornire, quindi, una serie di cenni storico-artistici e biografici sull’artista così come le sensazioni e le emozioni intime del pittore.

pissarro1LA MOSTRA – Un viaggio multisensoriale attraverso opere d’arte, indiscusse protagoniste dell’esposizione, ma anche parole, immagini e proiezioni che prendono il via dal periodo della gioventù, quello che va dal 1857 al 1870, quando Pissarro inizia ad avvicinarsi al mondo dell’arte. Nato nelle Antille danesi nel 1830, è all’inizio degli anni Cinquanta dell’Ottocento che Pissarro decide di partire alla volta del Venezuela e, successivamente, di Parigi, dove si iscrive all’école des Beaux-Arts e inizia a lavorare a fianco di Jean-Baptiste Camille Corot. In seguito il fidanzamento con Julie Valley e il trasferimento in campagna, nei pressi di Louveciennes, dove il suo stile sembra prendere sempre più forma: dalle opere emerge un nuovo modo di osservare e rappresentare la natura, come dimostra il dipinto in mostra Paysage près de Louveciennes. Ma la guerra franco-prussiana non tarda a scoppiare: lasciata la Francia per Londra, l’artista assisterà inerme e a distanza all’occupazione della sua abitazione di Louveciennes e alla distruzione di molte delle sue opere per mano dell’esercito prussiano. A guidare il visitatore attraverso quegli avvenimenti sarà una proiezione, dalla quale non mancherà di emergere in modo chiaro il dolore dell’artista di fronte alla distruzione dei suoi lavori. pissarroPoi il rientro in Francia, una nuova fase creativa e, di sezione in sezione, l’importanza dello spirito di gruppo tra artisti, la pittura en plein air, l’umiltà e semplicità delle terre rurali e, infine, gli ultimi anni della vita del pittore: colpito da una grave infezione agli occhi, Pissarro non potrà più dipingere all’aria aperta e dovrà accontentarsi a trovare ispirazione guardando il mondo dalla finestra di una camera d’albergo di Parigi. Da quel nuovo e improvvisato atelier, l’artista osserverà i boulevard parigini, arrivando a realizzare dipinti celebri tra cui Boulevard Montmartre: Mardi Gras e Place du Theatre Francais.

Scheda tecnica della mostra:

Scuderie del Castello Visconteo, Piazza Castello, Pavia

Dal 21 febbraio al 2 giugno 2014

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Orari: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 9 alle 20

Biglietti: intero 15 euro, ridotto 13 euro

Info: www.scuderiepavia.com

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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