IL RIVOLUZIONARIO

Il romanzo della generazione che ha creduto nell’ideale dell’uguaglianza e lo ha visto vacillare nello scontro con la realtà, Il rivoluzionario (Sperling & Kupfer, Pagg. 480, Euro 18,50). «Compagno, le ragioni del partito le conosciamo bene, ma conosciamo bene anche quelle personali alle quali nessuno dà risposta…» È il 1944 e l’Italia deve contare le ferite inferte dalla guerra. Sono gli anni della ricostruzione e l’ex partigiano Oscar è impegnato sul fronte della rinascita. «A Santa Viola sta nascendo la casa del popolo più grande di Bologna… I birocciai portano le macerie in Reno, i nostri vanno a recuperare i mattoni, li ripuliscono e i compagni muratori trano su l’edificio…» Al fianco di Oscar, la moglie e amica Italina. Davanti a loro, l’impresa di fondare un Paese moderno ispirato agli ideali dell’eguaglianza e della giustizia sociale. Con il passare del tempo, però, deluso e affaticato dallo spettacolo dei molti compromessi e delle infinite divisioni, Oscar decide di lasciare Bologna, la sua città, per esplorare nuovi mondi: constaterà di persona le conseguenze e le storture del socialismo reale e gli esisti nefasti della Guerra Fredda e varcherà alla fine i confini del continente per cercare in Africa la soglia della verità.

VALERIO VARESI è giornalista della Repubblica e acclamato creatore del personaggio del Commissario Soneri, al centro di una serie di gialli tradotti in tutto il mondo. Dopo il romanzo La sentenza, pubblicato nel 2011, con Il rivoluzionario prosegue il suo racconto sulla storia del nostro Paese nella seconda metà del 900, sulle sue grandi contraddizioni e sugli interrogativi che si sono generati nel cuore degli uomini a ogni svolta e passaggio.

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