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Il regalo di Natale, in un libro la storia di un’invenzione

Quali sono le origini del regalo di Natale? Come nasce quest’usanza? A quanto pare, Martyne Perrot, l’autrice del libro Il regalo di Natale: storia di un’invenzione (EDB – Edizioni Dehoniane Bologna), oltre ad esserselo domandato, è riuscita anche a trovare una risposta. Questa tradizione prese vita durante la metà del XIX secolo ma affonda le sue radici nel periodo monarchico dell’antica Roma, quando nacque il termine latino strenae, il quale si riferisce alla festa dell’anno che si celebrava alle calende di gennaio. Durante la metà del XIX secolo il termine “strenna” coabitò con l’espressione “regalo di Natale”; il primo rappresentava il dono che si usava fare per l’arrivo del nuovo anno, il secondo era legato alla festività del Natale e prese sempre più il sopravvento sulla strenna fino a sostituirla del tutto alla fine dello stesso secolo. Il passaggio dalle strenne ai regali di Natale coincise con l’avanzare del ceto borghese e con la percezione sempre più forte che la festa da religiosa diventasse gradualmente profana.

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13,30 – pp. 168

Ciò è testimoniato dall’enorme evoluzione che negli anni ha coinvolto i luoghi in cui avveniva la scelta e l’acquisto dei doni: dalle botteghe dei ninnoli e dalle bancarelle all’aperto che a Parigi punteggiavano il Pont Neuf si passò velocemente ai grandi magazzini in cui le strategie per attirare nuovi compratori furono sin dagli esordi all’avanguardia (cataloghi delle strenne, esposizioni di giocattoli e cartelloni pubblicitari). In questi luoghi dove nacque il “Re Consumismo” si stava al passo con i tempi cominciando a dedicare intere sezioni ai giocattoli per i bambini e realizzando delle vetrine fantasiose e colorate (la prima fu quella parigina del “Bon Marché”nel 1893) con l’obiettivo di mostrare un’anteprima degli oggetti in vendita all’interno del negozio. Alla fine del 1800 si diffuse poi il “gift dressing”, ovvero la pratica di confezionamento del dono con della carta dipinta e dei nastri colorati; l’effetto sorpresa creò un nuovo oggetto, il regalo di Natale come oggi lo intendiamo. L’atmosfera natalizia sin dalle sue origini ha sempre ispirato il mondo della letteratura, del cinema e della fotografia, basti pensare ai romanzi di Victor Hugo e di Charles Dickens, al cult “Miracolo sulla 34° strada” e alle meravigliose immagini che Robert Doisneau ci ha lasciato in eredità.

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Il libro Il regalo di Natale: storia di un’invenzione scava nella tradizione, riflette sul senso del Natale e ci regala numerose curiosità. Lo sapevate che i primi regali fatti ai bambini altro non erano che delle prelibatezze alimentari, quali frutta secca e dolciumi vari? E che dal 1500 i regali ai più piccoli furono sempre veicolati attraverso mediatori fantastici, come personaggi biblici, fate, santi streghe sino ad arrivare a Babbo Natale? Il libro offre inoltre numerosi spunti di riflessione come quello legato alla figura del bambino, vero protagonista del Natale, a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Il mondo dell’infanzia, riflette Martyne Perrot, era composto da due diverse realtà, separate dalla finestra di una casa illuminata. All’interno dell’abitazione i bambini ricchi scartavano i loro regali di Natale mentre erano scrutati, oltre il vetro, dagli occhi tristi dei coetanei meno fortunati, costretti al freddo e al gelo. Fu così che il motivo dei “miserabili” si diffuse nel tempo sia nella letteratura, basti pensare a La Piccola Fiammiferaia di Hans Christian Andersen, sia nella vita reale laddove la carità borghese ribadì il proprio rango di appartenenza attraverso la messa in gioco di azioni caritatevoli. Il regalo di Natale accompagna da sempre l’evoluzione dei costumi divenendo utile oppure superfluo, rispettando le tendenze e i gusti in voga; il regalo di Natale fa eco all’attualità e muta la sua natura in base ai conflitti e alle abitudini; il dono si fa inoltre portavoce dei ruoli sessuali all’interno della società: alle femminucce verranno regalate bambole e utensili per la casa in miniatura e ai maschietti cavalli a dondolo, tamburi e trombette. Il Natale riunisce la famiglia e vuole farci essere tutti più buoni, eppure spesso in preda al consumismo sfrenato ci dimentichiamo delle ragioni che rendono il 25 dicembre un giorno speciale.

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Autore dell'articolo: Elisabetta Severino

Elisabetta Severino
Elisabetta Severino, originaria di Lecce e bolognese d’adozione, ha studiato Lettere Moderne per seguire le sue più grandi passioni: la letteratura e la scrittura. Ha collaborato con diverse redazioni e radio e attualmente lavora come Ufficio Stampa in un teatro, ambiente vivo e stimolante. Dopo aver vissuto a 360° l’esperienza dell’Erasmus in Francia durante il periodo universitario non ha mai smesso di viaggiare curiosando qua e là per l’Europa e oltre i suoi confini. La città in cui non si stanca mai di ritornare? Parigi!

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