I reperti archeologici confiscati, in mostra a Castel Sant’Angelo

capola
Kouros in marmo, marmo pario, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria recupero Guardia di Finanza T.P.A.

Roma- Daniela Porro e Roberto Cecchi, qualche giorno prima dell’inaugurazione della mostra, scelsero il titolo: “Capolavori dell’archeologia: Recuperi, ritrovamenti, confronti“. Umile ma essenziale.

I direttori dei lavori- Daniela Porro direttrice della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma. Roberto Cecchi Sottosegretario di Stato MiBAC.

Il team dei curatoriEugenio La Rocca, Mario Lolli Ghetti, Maria Grazia BernardiniGiuseppe Lepore.

La mostra- Inaugurata lo scorso 20 maggio, è aperta al pubblico fino al 5 novembre a Castel Sant’Angelo. Rientra nella trentaduesima edizione della Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali

Il tema- Avvalorare il lavoro e l’impegno delle Forze dell’Ordine Italiane nei confronti dell’arte. Ogni giorno, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato lavorano attivamente su tutto il territorio nazionale. Questa mostra, espone reperti archeologici, artistici e culturali sequestrati, confiscati o ritrovati. In questo periodo di crisi che il nostro Paese vive, va di moda trafugare opere d’arte e ripiazzarle sul mercato mondiale clandestinamente. Un saccheggio continuo del patrimonio made in Italy. Bronzi, marmi, affreschi, ceramiche, argenti e oreficerie

Spariscono dai musei ma soprattutto dalle collezioni private.

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Episodi che ci riportano alla mente, un gesto simile da parte di un famoso calciatore del Napoli, avvenuto qualche settimana fa. L’uomo all’aeroporto era stato fermato perchè in possesso di una statuina sottratta da uno scavo archeologico e nascosta tra pantaloncini magliette, mutande e calzini.

capolavori
Cratere a calice attico a figure rosse, firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come ceramografo; raffigura il trasporto del corpo di Sarpedonte “ detto cratere di Euphronios” – 515 a.C. – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma recupero Ca

Per il Dio denaro, neanche i morti vivono l’eterno riposo tranquillo.  Profanare le tombe nei cimiteri è l’ultima tendenza: saccheggiano i corredi funerari per poi rivederli.

Che tristezza. Come siamo caduti in basso… ci vorrebbe che gli oggetti rubati, di proprietà dei defunti, emanassero qualche specie di maledizione…. non sarebbe divertente? In puro stile egizio!

Bando alle ciancie, ritorniamo negli schemi.

La mostra di cui vi sto raccontando, lettori di Cultura&Culture, è allestita nelle sale di: Clemente VII, Clemente VIII,  Apollo e della Giustizia. Suddivisa in nove sezioni a tema:

  1. Kouroi e Korai: simboli dell’aristocrazia
  2. Euphronios ed Euthymides e l’invenzione delle figure rosse
  3. Acroliti: statue oltre misura
  4. Il pensiero e l’azione: filosofi e cittadini
  5. I colori del marmo
  6. Ceramografi in Magna Grecia: il pittore di Amykos e il pittore di Dario
  7. La grande decorazione parietale
  8. Sculture e scultori fra greci e romani
  9. Vincere la palma: corse e aurighi nella Roma imperiale

Orario: da martedì a domenica dalle 9 alle 19

Lunedì chiuso

Telefono:

Biglietteria 06 -6896003

Centralino 06- 6819111

 

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Autore dell'articolo: Romina Capone

Romina Capone
Romina Capone, Avellino. Dottoressa in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi di Salerno. Laureata in materia di Linguaggio giornalistico, è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Nel 2008 fino al 2010 ha collaborato per il quotidiano provinciale "Ottopagine". Dal 2011 ad oggi scrive per il quotidiano nazionale "Il Mattino". Intermediatore culturale per la casa editrice Il Papavero di Donatella De Bartolomeis. Moderatrice di eventi e scrittrice. Per Cultura & Culture, è responsabile della sezione Cultura (Arte e libri).

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