Fabriano, “Da Giotto a Gentile”, ecco la mostra curata da Sgarbi

San Giovanni Battista (tondo), tempera su tavola, Firenze, Ente Cassa di Risparmio di Firenze
San Giovanni Battista (tondo), tempera su tavola, Firenze, Ente Cassa di Risparmio di Firenze

L’arte è da sempre l’espressione tangibile dell’interiorità dell’uomo e le molteplici forme, di cui si avvale, sono il veicolo per la trasmissione immediata di messaggi dal valore universale. La creatività innata, il gusto estetico e l’abilità tecnica sono tre accorgimenti essenziali, affinché un’opera artistica possa suscitare emozioni, che siano in grado di superare le barriere del tempo e perpetuarsi inalterate nel corso dei secoli. Questo è quanto accade, quando la perfezione formale è sostenuta e sublimata dall’intrinseca genialità espressiva di artisti, che consegnano il nome e la gloria alla storia. Giotto è uno di questi artisti e il suo nome non necessita di ulteriori presentazioni. La fama dell’indiscusso maestro, che “ridusse al moderno” la pittura italiana, rinnovandola, è affidata a opere disseminate in quasi tutto il Bel Paese. Il nome dell’illustre pittore toscano oggi si lega indissolubilmente a quello di un altro fulgido talento italiano del Trecento, Gentile da Fabriano.

Sarà proprio la terra natia di Gentile, Fabriano, a far da cornice a una mostra dal sapore tutto medievale, che sarà aperta al pubblico dal prossimo 26 luglio. Fabriano, l’ultimo lembo della storica Marca anconetana al confine con l’Umbria, è un gioiello di architetture medievali. La riservata cittadina delle Marche, rinomata fin dal Medioevo per la produzione di carta di elevato pregio, è circondata dallo splendido paesaggio naturalistico dell’Appennino umbro-marchigiano e rappresenta un inestimabile tesoro di capolavori d’arte medievale, forse ancora poco noti, alcuni perfino sconosciuti, ma ugualmente ricchi di fascino suadente.

È qui che, fino al 30 novembre, si potrà visitare la mostra Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento, a cura di Vittorio Sgarbi, coadiuvato da un comitato scientifico di studiosi di primo ordine. L’esposizione – promossa e realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e dal Comune di Fabriano, con il sostegno della Regione Marche e della Fondazione Veneto Banca – gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ed è oganizzata con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche di Urbino, della Diocesi di Fabriano-Matelica, della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria, della Comunità Montana Alte Valli del Potenza e dell’Esino e del Comune di Cupramontana.

Fabriano mostra Sgarbi

I riflettori si accendono, quindi, su un patrimonio artistico smisurato, che non può essere scisso dalla straordinaria bellezza paesaggistica del contesto, in cui si insinua l’esposizione, che coinvolge la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli e tre splendide chiese del circuito urbano, Sant’ Agostino, San Domenico e la Cattedrale di San Venanzio.

La mostra, infatti, consente di riscoprire un territorio solo all’apparenza periferico e marginale e si iscrive in uno scenario depositario di meraviglie storico-artistiche e naturali. Oltre 100 opere, provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri, descrivono lo splendore artistico, che ha visto protagonista Fabriano tra Due e Trecento. Raffinati dipinti, tavole, pale d’altare, affreschi staccati, sculture, pezzi di oreficeria di rara fattura e codici finemente miniati testimoniano il fervore creativo e la vivacità delle relazioni intrecciate dalle maestranze locali, tra le Marche e l’Umbria, dall’epoca che precede immediatamente la grande e brillante stagione giottesca all’avvento del Gotico Internazionale, di cui Gentile è insigne rappresentante.

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La rassegna, coordinata e diretta da Liana Lippi, responsabile dell’allestimento con Stefano Papetti, è un’occasione unica, irripetibile e imperdibile per lasciarsi rapire dalla magia del connubio arte-natura, in una realtà incantevole e preziosa, Fabriano, recentemente riconosciuta come Città creativa dell’UNESCO per l’artigianato, le arti e le tradizioni popolari.

 

Guarda la gallery di alcune opere in mostra: http://www.mostrafabriano.it/galleria/

                                                                                                                                     Amanda Bianchi

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Autore dell'articolo: Amanda Bianchi

Amanda Bianchi
Aspirante giornalista pubblicista originaria del Lazio meridionale. Ha conseguito con lode la laurea in Lettere classiche nella Prima Università di Roma, “La Sapienza”, discutendo una tesi in filologia umanistica dal titolo “Leonardo Bruni traduttore dell’orazione De pace di Demostene”. La giovane studiosa è attualmente iscritta, nel medesimo ateneo, al corso di laurea magistrale “Filologia, letterature e storia del mondo antico”. Le traduzioni dal greco in lingua latina nel periodo umanistico costituiscono il principale filone sul quale concentra l’interesse e l’attenzione per il lavoro di tesi magistrale cui attende, convinta che questo ambito di studio sia ad oggi un campo ancora poco battuto, un sentiero poco esplorato, che merita di essere indagato.

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